di T.A.

La storia che segue testimonia la quotidiana validità delle nostre forze dell’ordine, pronte ad essere vicine al cittadino nei momenti di difficoltà. E’ accaduto a Venafro sulla diramazione della Statale 6 Casilina, all’altezza del Cimitero Comunale. A metà mattinata si verifica un episodio tra un’automobilista venafrana diretta al lavoro nel Lazio e quattro motociclisti francesi, due donne e due uomini, che marciavano nella stessa direzione. Per cause rimaste inspiegabili, uno dei motociclisti francesi comincia a zig/zagare sorprendendo di netto l’automobilista venafrana che suona il clacson sentendosi in pericolo e perché i motociclisti si fermino, avendo uno di loro procurato volontariamente danni agli specchietti retrovisori della vettura. Tutti si accostano a lato della statale, mentre vengono chiamati i CC. perché chiariscano l’accaduto. Tempo qualche minuto e i militari sono sul posto. Ascoltano i protagonisti e verificano il fatto, chiedendo i documenti agli autori del tutto. Quindi i consigli da buoni “padri di famiglia” da parte della pattuglia dell’Arma. Se si crede -affermano i militari- loro procedono con verbale ect., ma non essendosi verificato alcun incidente stradale bensì una gratuita violenza da parte di uno dei motociclisti francesi, occorrerebbe passare a denunzia penale dell’italiana nei confronti dei transalpini con conseguente procedimento giudiziario tra i protagonisti dell’episodio, ossia cittadini italiani e francesi, con tutte le lungaggini e le problematiche del caso. Dal che il consiglio : cercare un accordo chiedendo il risarcimento immediato, una volta riconosciuta la responsabilità dell’accaduto da parte del motociclista francese. Questi e gli altri tre connazionali riconoscono i fatti mentre si risale al costo del danno procurato, chiedendone il risarcimento ai transalpini. Il tutto presente i CC, che aspettano la risoluzione bonaria della faccenda. La quale di lì a pochi minuti si conclude nel miglior modo possibile, con unanime soddisfazione e in tutta tranquillità. Dopodiché i motociclisti ripartono e l’automobilista venafrana ringrazia i Carabinieri per il loro alto senso sociale e del dovere, quali buoni padri di famiglia. Una storia a lieto fine, mercé le nostre ottime forze dell’ordine

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