di T.A.
QUANDO L’ “AMMESSA” DI SAN NICANDRO A GIUGNO SI PAGAVA A SANT’ANNA IL MESE SUCCESSIVO, PRIMA CHE UNA INATTESA NOVITA’ INDUCESSE AL CAMBIAMENTO DELLE ABITUDINI.
Il 18 giugno appena trascorso -è storia- si è svolta l’ “ammessa”, l’asta popolare sul piazzale della Basilica del Patrono San Nicandro per aggiudicarsi l’onore e l’onere di portare in spalla simulacri e reliquie dei Martiri di Venafro, i Santi Nicandro, Marciano e Daria, nel corso della solenne processione conclusiva degli appuntamenti patronali. Ad onor del vero da sempre i venafrani portano in processione simulacri e reliquie solo di Santa Daria e San Nicandro, non possedendo la città alcunché di San Marciano, tanto é vero che anni addietro un gruppo di venafrani prospettò l’idea di munire la collettività anche del simulacro di San Marciano, realizzandolo per la prima volta ex novo, ma il progettò successivamente rientrò, tramontando del tutto. Ed allora, e torniamo alla storia ultima, il 18 giugno a sera a centinaia ad ascoltare, attivarsi, partecipare, emozionarsi ed alla fine applaudire al terzo e conclusivo colpo del banditore per aggiudicare l’ “ammessa”, l’asta popolare fruttata quest’anno alla festa un totale di circa 20mila euro con cui pagare le singole incombenze religiose e civili dei tre giorni patronali. E pagamento casch del dovuto, seduta stante con denaro contante o in assegni, giusto il sistema in atto da qualche anno. Perché prima -ci si chiederà- come e quando avveniva ? Non certo il 18 giugno a sera bensì il mese successivo, nel giorno della ricorrenza di Sant’Anna, il 26 luglio. Perché lo slittamento di un mese, o poco più ? Per dar modo ai vincitori dell’ “ammessa” di giugno di disporre del denaro impegnato a parole la sera del 18 giugno. In effetti -e ci si riferisce ai decenni trascorsi- prima a dar vita ed aggiudicarsi l’ “ammessa” di San Nicandro erano in prevalenza artigiani ed agricoltori, i quali ultimi soprattutto avevano bisogno dell’incasso dei raccolti agricoli per far fronte agli impegni economici assunti e i raccolti agricoli avvenivano (e avvengono) ad estate inoltrata, appunto a fine luglio. Dal che si aspettava la ricorrenza di Sant’Anna per disporre del denaro impegnato il 18 giugno a parole e corrisponderlo al comitato festa delle ricorrenze patronali venafrane. Un anno però accadde l’inaspettato, che indusse a cambiare le regole ! Nessuno il 25, 26 luglio si presentò a pagare l’ “ammessa”, versando il dovuto, ed il comitato delle feste patronali venafrane restò inutilmente ad aspettare … ! Ed allora la decisione, la novità tuttora vigente : l’ “ammessa” delle feste patronali venafrane si paga “cash”, in contanti o con assegni, la sera stessa del 18 giugno, appena conclusa l’asta, dopodiché la processione può partire coi vincitori dell’ “ammessa” pienamente felici e soddisfatti di portare in spalla simulacri e reliquie dei Martiri venafrani dalla Basilica del Santo Patrono e sino alla Chiesa dell’Annunziata nel centro storico venafrano, dove riporli un anno intero in attesa delle successive ricorrenze patronali.
(foto Giustino Guarini)






























