di T.A.

Le “radici” non si dimenticano, anzi ! Così per scrivere dell’ultraottantenne venafrano Sandro Barile, già sottufficiale dell’Aeronautica oggi in pensione, che divide la propria esistenza tra il novarese dove risiede da decenni e Venafro, proprio Comune di origine nel quale volentieri periodicamente rientra per continuare ad intrattenere rapporti bellissimi con tutti grazie alla sua indole di persona aperta ed assai socievole. Canta, suona, recita e scrive volentieri il personaggio in tema che, amante della compagnia e della buona tavola, nonché propenso a brindisi festosi con boccali di “bionde” o bicchieri di squisito “nettare rosso degli dei” frutto della sana e prodiga terra molisana, ha appena dato alle stampe l’interessante testo “IL RICORDO” per dire della propria esistenza, della famiglia, dei premi e degli attestati ricevuti, nonché delle tante serate in allegria con amici venafrani e novaresi, omaggiando e ricordando i tanti conosciuti in ogni angolo della Terra, raccogliendo sempre amicizia, simpatia e rispetto. Ama ricordare e scrivere in dialetto venafrano Sandro Barile a ribadire lo stretto legame con le proprie origini, ogni volta esaltandone pregi e qualità. Dal che appunto “IL RICORDO”, testo ricco di foto che decanta le origini popolari dell’autore, umili ma altamente significative giusta l’indole del poliedrico venafrano, amante del prossimo sempre e comunque.

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