di Redazione

Prosegue il percorso artistico dei Radici Popolari verso la pubblicazione del nuovo album di inediti, un progetto che nasce dall’incontro tra la musica popolare e la poesia dialettale ciociara. L’album è infatti interamente costruito a partire dalle opere di Paolo Colapietro, maestro e poeta dialettale della Ciociaria, le cui poesie vengono reinterpretate, arrangiate e trasformate in canzoni attraverso il lavoro della band e la produzione curata da La Saletta Recording Studio. L’idea prende ispirazione dall’esperienza artistica del nostro amico e cantautore frusinate Roberto Camilli che, con il suo album “Omaggio al Poeta”, aveva già intrapreso un percorso di valorizzazione delle opere di Paolo Colapietro. Un lavoro che ha rappresentato una fonte di ispirazione fondamentale per i Radici Popolari. “La musica di Roberto Camilli ha segnato profondamente il nostro percorso. Abbiamo voluto raccogliere il testimone di quell’esperienza e riproporla a distanza di anni, affinché il patrimonio culturale e poetico della nostra terra non venga dimenticato e possa continuare a vivere attraverso nuove forme espressive.” Ad oggi sono stati pubblicati tre singoli che anticipano l’uscita del nuovo album:  “Sieme fatte accusí”, realizzato insieme a Roberto Camilli; “Ve la facce pagà”;  “Alla Cantina”. Tutti e tre i brani nascono da poesie di Paolo Colapietro e rappresentano diverse sfaccettature della tradizione popolare ciociara. Ad accompagnare l’uscita di “Alla Cantina” arriva ora il videoclip ufficiale del brano. La canzone racconta l’incontro tra due personaggi apparentemente lontani: un umile imbianchino e un uomo facoltoso che lamenta di non aver ricevuto il rispetto che ritiene di meritare. Tra battute, confronti e un’atmosfera da osteria, la vicenda si sviluppa fino a un messaggio semplice e universale: davanti a un bicchiere di vino e a una canzone, le differenze sociali si annullano e tutti si ritrovano sullo stesso piano. Con questo progetto i Radici Popolari confermano il proprio impegno nella valorizzazione delle tradizioni, della lingua e della cultura popolare del territorio, dimostrando come la musica possa diventare uno strumento vivo per custodire e tramandare la memoria collettiva. All’ organetto e voce : Lorenzo Rea – Chitarra elettrica : Francesco d’Aversa – Chitarra classica ed acustica : Alessandro d’Aversa – Fiati : Alessandro Mauti – Basso : Vincenzo Quirico – Batteria : Luca Gemmiti

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