di Redazione

Si torna a parlare di Reddito di Residenza Attiva, la misura anti-spopolamento pensata dall’ex consigliere Antonio Tedeschi nel 2019 la cui procedura è ferma da anni nonostante le richieste di trasferirsi in Molise giungono da ogni parte del mondo. Questo ha aperto un dibattito in Consiglio Regionale tra Il consigliere Massimo Romano che ha accusato la Giunta Roberti: “ma allora diteci che idea avete per ripopolare aree interne” visto che dalle parole dell’assessore Cefaratti, molte rassicurazioni in merito alla volontà di proseguire su questa strada.  La proposta  dell’ex Consigliere Regionale Tedeschi, alzò clamore mediatico, con inevitabile risonanza sulla stampa anche internazionale, fermo, poi, restare infossata nel cassetti di una scrivania di qualche ufficio della Regione.  Almeno fino all’ultima seduta del Consiglio regionale dello scorso 23 gennaio. Data in cui il bando relativo al Reddito di Residenza Attiva, misura per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri molisani è tornato all’attenzione dell’Assemblea Regionale grazie all’interrogazione a firma del consigliere Massimo Romano, rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alle Politiche sociali, Gianluca Cefaratti che rispondendo alle domande dello stesso Romano, ha evidenziato che “il bando è incagliato, fermo da anni”. L’iter era partito – dice ancora l’Assessore – ed erano stati stanziati i fondi, da erogare quale contributo ai soggetti che avessero deciso di andare a risiedere nei comuni con meno di 2000 abitanti del Molise e stabilire lì un’attività economica, per le annualità 2019 e 2020. Ma l’esponente della Giunta, pur riconoscendo la bontà dell’iniziativa, non ha sottaciuto quelle che per lui sono criticità che fanno di questo bando, “una misura inutile stante la modestia dello stanziamento”. Un bando, per cui erano arrivate anche le domande di partecipazione che sono state “numerose e arrivate da ogni dunque del mondo”, ma, secondo  l’assessore, “viziato ab origine. Non vedo come un soggetto extracomunitario possa trasferire la residenza senza prima aver ottenuto un permesso di soggiorno”, oltre ad altre difficoltà tecniche legate all’avvicendamento dei dirigenti regionali e al fatto che “le Politiche sociali sono ancora in attesa di un nuovo dirigente”.   Motivi, questi che non hanno soddisfatto il consigliere di opposizione Massimo Romano che ha chiesto lumi sullo stato dell’arte della procedura. “Se pure ritenete che questo strumento non sia il migliore possibile, e per me invece è meritevole e va portato avanti, diteci qual è la vostra proposta per affrontare il problema, numero uno in Molise come ci ha ricordato l’ultimo rapporto Svimez, dello spopolamento delle aree interne”. Per Romano ogni eventuale criticità può essere corretta. “Ma non mi sembra un buon motivo per buttar via l’acqua sporca con tutto il bambino”. E sullo stanziamento, “se lo ritenete misero per raggiungere le finalità che l’iniziativa si propone allora rimpinguatelo. Ma gettare tutto all’aria mi sembra un errore. Questa misura poteva rappresentare un veicolo importante per attrarre nuovi residenti, io non vedo l’investimento politico su questo tema. Allora diteci se avete un’idea migliore perché non credo vedrà la luce nei prossimi mesi”.

 

Articolo precedenteAlessandra Salvatore, sulla Sanità servono risposte, non rinvii – il tempo preso non sia tempo perso
Articolo successivoGUASTAFERRO, IL DISABILE VENAFRANO PRESIDENTE NAZIONALE DI “TDDS GUARDIAMO AVANTI”, CHIAMA A RACCOLTA LE ASSOCIAZIONI MOLISANE DEI DISABILI DELLA VISTA