Chi in questo week end parlava di ammuina, non aveva torto. Forse.

I consiglieri Cefaratti e D’Egidio sono rientrati nei ranghi di una maggioranza che in questi quattro anni ci ha insegnato che l’unico metodo di lavoro che si conosce a Palazzo D’Aimmo e a via Genova è il seguente: se non si imputano i piedi ad ottenere capitoli di spesa per poter svolgere il ruolo politico, non si ottiene nulla. Perché governatore e assessori mantengono stretti i fondi per se stessi o al massimo elargiscono sempre gli stessi consiglieri. Basti guardare all’esempio dato dall’eletto che è passato agli onori della cronaca, ossia a Filomena Calenda che, a un’ora dalla sottoscrizione della mozione di sfiducia, ritirò la sua firma per ricoprire il ruolo di assessore regionale. Un metodo particolare ma certamente efficace a spillare il posto al coordinatore regionale della Lega Michele Marone.

Nella maggioranza Toma si comportano tutti così, chi più chi meno, a seconda delle proprie esigenze. La crisi di maggioranza, con l’approvazione della legge di stabilità, sembra essere rientrata senza che Toma si sia scomodato più tanto. Dicono che sarebbe bastato chiudersi nella sala caffè del Consiglio insieme al consigliere ribelle del momento Armandino D’Egidio e la favola si è conclusa con la classica frase “vissero tutti felici e contenti”. Un po’ meno contenti saranno stati i ciquestelle e il Pd che forse speravano nell’allungamento dei tempi di crisi, per ottenere nuove interviste e pronunciare nuove frasi ad effetto per redimersi del “non fatto” nel ruolo di opposizione in questi anni nonostante la maggioranza gli abbia dato assit imperdibili da giocarsi politicamente. Chi è sparito dai radar dell’ “ammuina”, per riprendere il tema del giorno, è stato Michele Iorio.

In questo marasma di penuria politica, l’ex presidente della Regione non si è mischiato. Distinto e distante dal governo Toma ormai da anni tanto da votargli la sfiducia nel 2021, Iorio è rimasto fermo sulle sue posizioni di astensione insieme alla collega Aida Romagnuolo. Entrambi di Fratelli d’Italia. Eppure la sua proposta sulla stabilizzazione dei lavoratori precari di tutto il “Sistema Molise”, approvata all’unanimità, è stata senza ombra di dubbia l’unica degna di nota di questa maratona consiliare.

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