di Giovanni Minicozzi
Manovre in corso da parte di alcuni inquilini di Palazzo D’Aimmo per tentare di accasarsi in un luogo politico più sicuro e in grado di garantire la sopravvivenza Istituzionale in consiglio regionale senza disdegnare il salto di qualità nei Palazzi del Parlamento italiano.
Le indiscrezioni si rincorrono e i viaggi verso la Capitale si moltiplicano nonostante i divieti di spostamento imposti dalle misure anti Covid.
La legittima preoccupazione di coloro che cercano casa è rivolta al futuro, ovvero alle prossime elezioni regionali e politiche che dovrebbero tenersi congiuntamente nella primavera del 2023 ma non si sa mai.
I tempi della politica sono sempre indetrminabili e tutto potrebbe accadere, perciò meglio
sistemarsi per tempo.
Ma veniamo alle indiscrezioni circolate con insistenza e partiamo dall’ultimo viaggio. Nei giorni scorsi tre esponenti di spicco del consiglio regionale hanno chiesto e ottenuto l’appuntamento con i vertici della Lega di Matteo Salvini ma due di loro non erano a conoscenza della presenza di un “terzo incomodo” e viceversa.
Si tratta del presidente del consiglio Salvatore Micone Udc e del presidente della prima commissione Andrea Di Lucente eletto nella lista Popolari per il Molise di Vincenzo Niro.
Ovviamente i due politici si sono recati a Roma con la stessa auto ma non è dato sapere se hanno utilizzato l’auto blu, con tanto di autista, o quella privata.
La sorpresa c’è stata quando i due sono entrati nella sede della Lega e hanno trovato, a loro insaputa, anche Armandino D’Egidio, Forza Italia, a sua volta sorpreso alla vista di Micone e Di Lucente.
Per altro si dice che tra di loro non corra buon sangue da quando Armandino D’Egidio, il più penalizzato tra gli eletti di Forza Italia, ha votato a malincuore contro la recente mozione di sfiducia a Toma e soprattutto da quando lo stesso D’Egidio ha impedito di abrogare la commissione consiliare presieduta da Michele Iorio, abrogazione fortemente caldeggiata da Donato Toma e da Andrea Di Lucente.
Al momento non si conosce l’esito dell’incontro romano ma è verosimile che servirà tempo per decidere poiché le posizioni “aperte” sono varie.
Giova ricordare, infatti, che qualche mese addietro Salvatore Micone e Andrea Di Lucente avevano incontrato, insieme a Vittorino Facciolla, anche i vertici nazionali del Partito Democratico.
Insomma si gioca a tutto campo per ottenere un riposizionamento utile alla loro loro improbabile riconferma a Palazzo D’Aimmo.
Improbabile perché, come accaduto al centrosinistra di Paolo Frattura, pagheranno dazio non per la loro attività istituzionale ma per il sostegno incondizionato concesso al governo regionale guidato da Donato Toma.
Gli elettori non dimenticano…






























