di Giovanni Minicozzi
Dopo la sonora batosta rimediata a Isernia dal centrodestra diviso al suo interno il presidente della Regione Donato Toma ha chiamato a raccolta la sua striminzita maggioranza consiliare per cercare di salvare la poltrona per l’intera legislatura. Infatti la riunione è servita solo per stabilire che dieci consiglieri regionali più Toma andranno avanti imperterriti fino alla scadenza del mandato a dispetto della stragrande maggioranza dei molisani che non vedono l’ora di liberarsi da un inutile e dannoso governo regionale che, invece, completerà il disastro amministrativo.
Naturalmente conviene anche ai dieci consiglieri supporter di Toma conservare per altri 18 mesi i privilegi e le laute indennità della casta anche se alcuni di loro sono in sofferenza pensando alla prossima campagna elettorale. È noto infatti che almeno quattro dei dieci politici sono in cerca di una nuova collocazione consapevoli del fatto che il loro presidente ha perso la fiducia degli elettori.
Peraltro conoscendo i soggetti protagonisti in passato di transumanza politica è facile prevedere il trasloco in un condominio elettoralmente più tranquillo pensando erroneamente che i molisani dimentichino la loro complicità nei disastri causati dal governo Toma. In sostanza con il sostegno assicurato al presidente fino al termine della legislatura hanno compromesso di fatto la loro ambita rielezione.
I bene informati hanno fatto sapere che il governatore avrebbe promesso con il prossimo bilancio centomila euro a ciascun assessore da utilizzare senza alcun vincolo programmatico, ovvero per fare clientelismo elettorale. Se così fosse saremmo al cospetto di pesanti reati di natura erariale e penale. Naturalmente nel corso del conclave convocato da Toma, su richiesta di Gianluca Cefaratti, non si è parlato della cocente sconfitta rimediata a Isernia né della ipotizzata autoricandindatura di Donato Toma alle prossime elezioni regionali.
Argomenti opportunamente ignorati sia per non assumersi le responsabilità di una spaccatura che permane sia per evitare vincoli futuri sulla ricandidatura al vertice della Regione di Toma, ricandidatura che molti dei suoi attuali sostenitori non vogliono.






























