Un problema notorio (ne abbiamo scritto di recente, ma è bene tornarci) e totalmente negativo per la collettività venafrana, ma dal Comune non si corre ai ripari: le rendite catastali altissime di terreni, proprietà immobiliari ect. che risultano abbondantemente più alte anche del 60% (!) rispetto a quelle di altre aree geografiche nazionali e di città vicine a Venafro, su tutti fa testo la laziale Cassino.
Ebbene tali rendite esorbitanti rispetto a tant’altre della Penisola fanno sì che i venafrani siano esposti ad esborsi fiscali assai consistenti, risultando appunto “più ricchi” o meglio più benestanti – sulla carta …- rispetto a molti altri italiani. Conseguenze e problemi purtroppo non si fermano qui. Date siffatte rendite, accade che tanti giovani universitari venafrani -appartenendo a famiglie sulla carta ricchissime e benestanti alla luce delle predette stime- non possono fruire di agevolazioni e sgravi economici in materia di tasse universitarie, trasporti, libri, iscrizioni e tant’altro spettanti a figli di nuclei familiari economicamente modesti.
Siamo quindi ad un danno a più facciate, che penalizza tantissimo i venafrani senza risparmiare alcuno ! “Dal Comune di Venafro cosa si sta facendo per rimediare a siffatto salasso sociale ?”, vi starete giustamente chiedendo. Ebbene, la risposta è : nulla, non si muove foglia ! Da quanto risulta infatti dalla sede municipale non si hanno notizie di iniziative e adempimenti per rimediare a tale negativo stato di cose. Non si registra cioè alcun tipo di intervento a tutela delle finanze private dei venafrani, il cui salasso prosegue senza freni di sorta !
Intanto però monta la protesta e la contrarietà di quanti, soggetti da sempre a siffatte esageratissime rendite e costretti conseguentemente a non poter fruire di alcun tipo di agevolazione per figli e nipoti, hanno deciso di difendersi nelle sedi opportune, attivando privatamente le procedure perché le cose cambino, o meglio perché vengano finalmente riviste siffatte rendite catastali della città che tante conseguenze, danni e problemi procurano a 360°.
“I dirigenti degli uffici territoriali preposti – spiega chi ha deciso di rimboccarsi le maniche perché vengano rivisto il tutto, rimediando a silenzio e disimpegno dell’ente locale venafrano – convengono sull’ingiustizia in atto e condividono la necessità di modifiche urgenti. Continueremo a batterci perché la questione venga finalmente affrontata e risolta nelle sedi opportune. Tanto è necessario in nome della giustizia sociale e a difesa delle finanze private”. Data la portata della cosa, ne seguiremo di vicino l’evoluzione con l’augurio di poter scrivere a breve notizie confortanti per le tasche dei venafrani.
Tonino Atella






























