Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto ai microfoni di RTL 102.5 a proposito delle pensioni questa mattina durante “Non stop news”.

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Oggi abbiamo chiesto agli ascoltatori chiedendo loro cosa ne pensano della flessibilità in uscita di cui si è parlato rispetto al sistema pensionistico. Parecchi si sono detti interessati ma ovviamente se ne fa di una questione economica, purtroppo stiamo parlando di balletti di numeri impressionanti, qualcuno parla del 2-3% altri del 20-30%, di nuovo un po’ di confusione.

Ci può dare un’indicazione più precisa?

Io mi atterrei al principio della politica pensionistica e previdenziale, che è: non facciamo casini, siccome di casini ne hanno già fatti abbastanza in passato. La discussione sulle pensioni di questi giorni riguarda il fatto che una parte dei pensionati italiani, 3 milioni e 700 mila, riceveranno dei soldi ad agosto, a nessuno sarà tolto un centesimo, 3 milioni e 700 mila italiani avranno dei soldi in più. Poi c’è chi dice che questo deriva da una sentenza, dal modo nel quale abbiamo interpretato la sentenza della Corte Costituzionale, qualcuno dice che dovevamo dare di più, qualcuno che dovevamo darne di meno, che non pensiamo ai giovani, ma lasciamo stare per il momento questo dibattito.

L’unica cosa sicura è che se prendi 1700 euro lordi al mese di pensione e se sei già in pensione dal 2012-2013, ad agosto avrai nella tua pensione un bonus di 750 euro per complicate dinamiche legate a una vecchia sentenza. Secondo me è stato giusto allungare l’età media pensionabile perché in Italia si vive più a lungo e non è possibile andare in pensione a 50 anni, o avere le baby pensioni come in passato, perché qualcuno le deve pagare, e le pagano i più giovani, e quindi non è giusto. Parliamo con i linguaggio della chiarezza ai cittadini che sono più intelligenti di noi e molto più capace di guardare…io non sopporto quei politici che dicono “Poi raccontiamola agli italiani”, gli italiani capiscono benissimo, molto meglio di noi, siamo noi a volte che non capiamo gli italiani.

È evidente che bisognava cambiare le regole delle pensioni, si è esagerato secondo me soprattutto per alcune categorie: se tu sei una donna e hai 61-62 anni, hai lavorato una vita, hai magari la figlia che ha appena fatto un nipotino e magari perché no, non pagare la babysitter, devi arrivare a un certo determinato numero di anni, se c’è la possibilità di avere uno scivolo e andare via 2-3 anni prima, ovviamente con i coefficienti economici tutti da studiare, che studieremo durante la legge di stabilità, lasciamo la libertà di scelta a quella che vuole restare a lavorare, e a quella che dice a 61 anni di voler andare a casa, ovviamente accettando un piccolo ritocco della pensione, questo è il principio di libertà, di buon senso. Questa cosa però non è una legge già fatta, ed è al momento in fase di studio, ed ha una precisa scansione temporale, la decideremo entro la legge di stabilità del 2016, cioè entro quest’anno, tra ottobre e novembre del 2015. Abbiamo 4-5 mesi per studiare i numeri e lo faremo con calma.

A proposito della sentenza della Corte Costituzionale, le conseguenze e i rimborsi del prossimo agosto, lei teme una pioggia di ricorsi? Ieri Grillo ha detto “Ricorrete tutti, perché tutti avete diritto”, cosa potrebbe accadere?

Credo, con il rispetto massimo della libertà di chi fa i ricorsi, che i ricorsi serviranno a dare i soldi agli avvocati. La nuova normativa che abbiamo fatto è perfettamente corrispondente alla sentenza della Corte Costituzionale, chi dice “fate ricorso perché vincerete” evidentemente o è in campagna elettorale, ed è il caso di Grillo, o ha qualche amico avvocato ed è contento di questo, perché i soldi che vanno agli avvocati non torneranno a quelli che faranno ricorso. Poi liberta di tutti di fare ricorsi, naturalmente, questo è un Paese di corsi pochi e di ricorsi tanti, si fanno ricorsi pure sull’aria che si respira, figuriamoci se abbiamo paura.

Io sono molto tranquillo su questa sentenza, la cosa divertente è che queste norme le hanno votato quelli che c’erano in Parlamento prima, vedo gente anche di altri partiti politici che dice “dovevate rendere tutti” ma questa sentenza va a cancellare una norma che avevano votato tanti partiti nel 2012 ai tempi del Governo Monti e della Fornero. Quindi qui ci sono due miliardi di euro che tornano ai cittadini, punto, e sono soldi che arrivano diretti nelle casse di quasi 4 milioni di italiani, tutto il resto è fuffa. Chiaro che qualcuno sperava fosse la buccia di banana per il Governo, caro Beppe mi dispiace, ritenta sarai più fortunato, questa ti è andata male, ti succede. La Corte Costituzionale non dice di restituire tutto: il Governo precedente fa un decreto legge, che poi diventa legge votata in Parlamento e blocca l’indicizzazione delle pensioni, come fa per tante altre categorie, la Corte Costituzionale non dice che non poteva bloccare, ma non doveva farlo in quel modo, che mancava la gradualità, che non era un principio corrispondente alla Carta Costituzionale, fatta in un altro modo la conclusione è che ci sono due miliardi in più di bonus dei pensionati.

Poi se qualcuno vuole fare ricorso lo faccia, è un diritto ma è un problema suo. Questa vicenda è arrivata al Governo il 4 maggio, tra capo e collo, in 10 giorni l’abbiamo risolta, senza stare a fare troppo lunghe polemiche perché il clima della politica in Italia è cambiato, le cose si fanno, poi qualcuno magari non è contento, ieri abbiamo approvato i reati ambientali ed è una cosa che avevamo promesso nella Terra dei fuochi e ai cittadini di Casale Monferrato, abbiamo approvato dagli 80 euro, che è stato l’inizio della politica economica, fino alle questioni sui diritti, il divorzio breve, il lavoro secondo me molto serio che stiamo facendo di riorganizzazione della politica, la legge elettorale, da quanto si dice che non si poteva fare?

Le misure sull’autoriciclaggio, gli accordi con la Svizzera per portare i soldi indietro, stiamo mettendo ordine, finalmente le cose si fanno, poi magari qualcuno dice Renzi non è capace, io avrei fatto in altro modo, tutte cose legittime, ma l’idea della politica che stava a girarsi i pollici nei palazzi romani è finita, adesso la discussione è sui contenuti. Sulla storia delle pensioni qualcuno sperava che si replicasse il dibattito dell’IMU che è andato avanti sei mesi con i governi precedenti. In 15 giorni abbiamo dato una risposta secca, punto, questo è un Governo che le cose le fa, chi vuol fare ricorso lo faccia, a me interessa che torni a correre l’Italia e quello che stiamo vedendo è un Paese finalmente uscito dalla crisi e la metafora dell’EXPO è quella più forte. Un mese fa sentivamo dire che non avrebbero fatto in tempo con l’EXPO, che sarebbe stato un disastro, ma per i gufi e i brontoloni l’EXPO è la risposta più chiara e più forte.

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