La voce si rincorre nei corridoi di via Genova e circola veloce lungo le strade del centro di Campobasso. Gli ex assessori della Giunta Frattura si passano le informazioni che provengono dai loro agganci in giunta che oggi sono al fianco di Toma.
Sembrerebbe che la Corte dei Conti abbia chiesto all’ex presidente Frattura e all’ex direttore generale della Regione Di Mirco di risarcire l’ente di 270 mila euro. L’importo cioè che la Regione Molise ha dovuto restituire all’architetto Giarrusso quando nel 2013 è stato “punito” dal governo di centrosinistra ed è stato allontanato dal suo ruolo di dirigente e lasciato a casa senza stipendio.
Dopo la denuncia dell’architetto nelle sedi giudiziarie con esito favorevole, la Regione guidata da Frattura patteggiò l’importo del risarcimento. Giarrusso, sembra, abbia poi chiesto alla magistratura contabile che dovesse essere il presidente pro tempore e non l’ente (e quindi i cittadini) a dovergli risarcire il danno subito. Ed oggi la Corte si muove e, qualche giorno, sarebbe arrivata la notifica alla presidenza della Regione. E cosa avrebbe fatto Toma? Pare abbia chiesto alla struttura di estendere la responsabilità in solido a tutta la giunta del 2013: Petraroia, Nagni, Facciolla, Scarabeo.
Anche se la decisione di rimuovere Giarrusso, provocandogli un danno, non è stata presa con delibera di Giunta ma sarebbe stato un atto del presidente con la sua più stretta collaboratrice (Mariolga Mogavero) che avrebbe avallato la richiesta del presidente fungendo da organo disciplinare.
Ancora una volta, dopo le scelte politiche su tutti i settori, la politica di Toma e dei suoi più stretti sostenitori continua sulla falsariga della politica del centrosinistra a guida PD che intanto si prepara ad applicare la proprietà transitiva per sostituirsi a questo governo regionale. Volendo mascherare che pur cambiando l’ordine degli addendi, la somma era – è – e sarà sempre la stessa.




























