Prima che mi decidessi a scrivere e pubblicare questo post, ho voluto aspettare un po’, per non correre il rischio di esprimermi di pancia , ho voluto aspettare ancora un po’ per essere più sereno e non essere condizionato dal livore che si è impossessato del mio stato d’animo, colpito nell’intimo di uomo e di cittadino, ossequioso delle leggi e dei doveri , affezionato e sempre presente al lavoro per oltre quarant’anni, impegnato nel volontariato, nella solidarietà e nel sociale, che ha sempre solo dato senza mai pretendere nulla in cambio. Arriva però un momento nella vita in cui purtroppo le cose accadono, non te le vai a cercare e speri tanto che qualcuno ti venga a dare una mano, dove speri tanto in quello stato a cui hai sempre solo dato si possa ricordare di te e restituirti la speranza, un po’ di serenità, la certezza del futuro ed infine un’adeguata assistenza sanitaria.
Prima che mi decidessi a scrivere questo post, mi sono chiesto più volte se fosse stato giusto parlarne e portare all’ attenzione del lettore, uno spaccato della nostra vita, che in molti, in tanti conosciamo per averne sentito parlare o per averlo vissuto direttamente in prima persona o tramite qualche persona cara, ma che pervasi e condizionati da un senso di stupida omertà omettiamo di denunciare. Ho ritenuto, infine, e ne sono fortemente convinto che sia la cosa più giusta da fare, magari servirà a poco, ma far arrivare all’orecchie di che dovrebbe amministrare, vigilare, correggere, adoperarsi per offrire un’ assistenza sanitaria a dimensione umana, dove, purtroppo, tuo malgrado, ti trovi ad essere ospite anche se contro la tua volontà, oltre alla sofferenza delle tue condizioni di salute devi anche sopportare e combattere le deficienze organizzative e strutturali e sanitarie , le carenze igieniche, le insufficienti o meglio l’assenza di adeguate attrezzature oltre, in caso, di necessità, sopportare estenuanti viaggi in autoambulanza per raggiungere siti lontani ed attrezzati, dove si spera, se fai in tempo, riescano a salvarti. Mura scrostate e sporche, l’ultima volta che hanno visto un pennello forse risale a quando è stato inaugurato l’ospedale, lettini e materassi che conservano solo il nome e che sono lo scarto degli ospedali di Kabul (con tutto il rispetto), dove non esistono i campanelli per sollecitare l’assistenza del personale in caso di necessità,, dove se vuoi un po’ d’acqua devi sperare che qualcuno mosso a pietà vada al distributore automatico, dove non trovi un comodino, un armadietto, dove la tua borsa con i ricambi di biancheria è buttata in terra tra la polvere, dove c’è un solo bagno per non so quanti ricoverati, tutto ciò premesso vi chiedo e mi chiedo, cosa abbiamo fatto per meritare tutto questo, dove ed in cosa abbiamo mancato e/o sbagliato dopo 40 anni di lavoro e tante tasse pagate. Sono costernato, deluso, rammaricato da questa classe politica inesistente, inconsistente ed inefficiente, ne deduco che questa è ormai una regione alla deriva, una regione senza una prospettiva, una regione senza una speranza e senza un futuro. Ne deriva che nell’anno 2020 (dati ISTAT) c’è stato uno spopolamento di oltre 6000 persone che hanno preferito andare a vivere altrove dove potranno avere tutte la certezze che qui sono scomparse. Invito i giovani a scappare lontano finchè sono in tempo. Invidio i miei figli che hanno fatto questa scelta , anche se mi costa in termini di affetti.
Qualcuno ha pensato bene di correggere il murales di Civitacampomarano “IL MOLISE NON ESISTE” – “RESISTE” ed ora più attuale che mai “ IL MOLISE MUORE”.
Giustino Guarini
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