di Giovanni Minicozzi
“Il servizio di emodinamica nel reparto di cardiologia dell’ospedale S. Timoteo di Termoli resterà attivo anche con il nuovo piano sanitario 2019/2021”. È questa la dichiarazione diffusa dal commissario ad acta Donato Toma all’indomani della firma del suo piano sanitario contestato da tutti i molisani. In realtà così non è stato considerato che dopo i mesi di agosto, settembre e ottobre anche per il mese di novembre l’emodianica del S.Timoteo funziona a giorni alterni nonostante la fine, da oltre due mesi, del periodo di ferie estive.
Ma veniamo ai fatti:
il primario del presidio ospedaliero di Termoli ha inviato ai vertici dell’Asrem la nota (allegata in calce all’articolo) con la quale dispone la chiusura del reparto nei giorni e nelle notti indicate per mancanza di cardiologi in grado di poter garantire la reperibilità. In caso di urgenza durante i periodi di inattività del reparto è necessario trasferire il paziente altrove. Ovviamente il malcapitato paziente nel 90% dei casi è un infortunato che necessita di cure tempestive per non finire in paradiso.
Dunque ancora una volta le promesse di Toma e Florenzano risultano essere totalmente farlocche con buona pace di coloro che hanno bisogno di soccorso urgente. Peraltro da diversi anni si discute sulla carenza di medici e di infermieri ma i concorsi per assumere personale a tempo indeterminato restano solo sulla carta. Così come restano nella mente dei vertici dell’Asrem e della Regione i concorsi per primari, concorsi promessi quotidianamente da Florenzano e mai ultimati.
Dopo il caso del Cardarelli di Campobasso, dove esistono solo facenti funzione con un concorso bandito da oltre due anni e mai espletato, è scoppiato anche il caso del S.Timoteo di Termoli dove i primari effettivi sono solo due e gli altri reparti sono stati assegnati a medici facenti funzioni da primario in seguito alla messa in quiescenza dei titolari. Anche nel caso di Termoli le proteste non sono mancate ma Florenzano ha subito promesso l’espletamento dei concorsi in tempi rapidi. Tant’è, ma nessuno crede più alle sue promesse.
Insomma la presa per i fondelli dei molisani non si ferma neanche al cospetto di una drammatica evidenza.































