di Giovanni Minicozzi
Con una nota inviata lo scorso 13 settembre al direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano e al direttore sanitario Evelina Gollo il dirigente dell’unità operativa semplice a valenza dipartimentale di cardiologia del S.Timoteo ha comunicato che per mancanza di personale il reparto funzionerà a singhiozzo, ovvero a giorni alterni.
Lo stesso dirigente medico del S.Timoteo con la stessa nota (che allego) ha invitato l’azienda sanitaria regionale a predisporre, nei giorni di chiusura, il trasferimento dei pazienti con gravi patologie cardiologiche presso altri ospedali. Con tale decisione è stato avviato, di fatto, lo smantellamento del reparto di cardiologia (EMODINAMICA compresa) al S.Timoteo di Termoli.
In base al piano operativo recentemente approvato i tagli continueranno anche per altri reparti dello stesso S. Timoteo e del Veneziale di Isernia.
A tal proposito è opportuno ricordare ai nostri lettori le giravolte mediatiche messe in scena dal commissario Donato Toma. All’atto della firma da lui apposta in calce al pos il presidente si è vantato di aver risolto un problema a soli 35 giorni dalla sua nomina spiegando di aver fatto in poco tempo ciò che i suoi predecessori non erano stati capaci di fare in tre anni. Con l’emergere delle tante criticità contenute nel piano il neo commissario si è affrettato a dichiarare che lui non c’entra niente con il pos poiché il respanbile si chiama Angelo Giustini che ha redatto il piano. In realtà sono stati i ministeri affiancanti a dettare e a imporre le regole che mettono in crisi il sistema molisano.
E non finisce qui in quanto sempre Toma nelle sue frequenti e imbarazzanti uscite mediatiche ha promesso che i reparti in essere nei tre ospedali pubblici sarebbero rimasti tutti in attività e che nessuno sarebbe stato toccato. Mi sembra evidente, invece, che i fatti raccontano esattamente il contrario rispetto alle promesse pubbliche elargite a piene mani dal Presidente/commissario Donato Toma.
Faccio notare, infine, che la coppia Toma/Florenzano insieme alla stampa locale nulla dicono sui livelli essenziali di assistenza precipitati, secondo le statistiche diffuse dal ministero della Salute, al di sotto della soglia minima. Un silenzio colpevole e davvero imbarazzante che non lascia prevedere niente di buono per il futuro del sistema sanitario regionale.































