di Giovanni Minicozzi

A nulla è servito il decreto cautelare emanato dal presidente del Consiglio di Stato Frattini, decreto che imponeva la sospensiva immediata del funzionamento a corrente alternata del servizio di emodinamica al S. Timoteo di Termoli. Vero è che detta sospensiva traguardava l’arco temporale dello scorso 31 dicembre ma si tratta di un dettaglio giuridico che non modifica la sostanza del decreto firmato dal presidente del massimo organo di giustizia amministrativa.

In buona sostanza i vertici dell’azienda sanitaria regionale hanno raggirato il decreto stesso e non hanno rispettato la decisione imposta dal Consiglio di Stato. A tal proposito gli avvocati Massimo Romano, Pino Ruta e Margherita Zezza – difensori dei ricorrenti Francesco Roberti, i componenti della sua maggioranza e del comitato Cuore molisano – non mollano e si apprestano ad attivare ulteriori azioni legali.

Ugualmente a nulla e’ servito il decesso di un 58enne di Termoli colpito da infarto proprio in un giorno di sospensione del servizio. Il malcapitato trasportato in un ospedale pugliese dove perse la vita forse a causa di un ritardo intollerabile al cospetto di patologie tempo-dipendenti. Ora sarà la Procura della Repubblica di Larino, attivata dai familiari, ad accertare le cause del decesso.

L’Asrem invece tira dritto e programma ulteriori giorni di chiusura del servizio di emodinamica (vedi tabella allegata) per mancanza, dicono, di specialisti emodinamisti. Di fatto il servizio resterà sospeso anche nel corso della seconda quindicina del mese in corso e, di certo, non finisce qui. L’obiettivo dichiarato da Florenzano nella deliberazione del 31 dicembre scorso resta quello di chiudere emodinamica al S.Timoteo e attivare accordi di confine con il vicino Abruzzo. Dunque continua imperterrito lo smantellamento del sistema sanitario regionale.

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