In questi giorni di piena campagna elettorale, sono diversi i politici di alcune regioni italiane,che hanno presentato tra i punti programmatici del loro impegno politico la guerra aperta alle slot machine. Sulla presa di posizione di questi politici ci sono sembrate interessanti le dichiarazioni affrontate da uno dei più importanti produttori di slot machine del nostro paese.

“Eliminare o vietare le slot machine non serve a nulla – ha spiegato Francesco Gatti, amministratore di Bakoo S.p.A, una società che si occupa della produzione di apparecchi da intrattenimento -, ma è importante che il settore venga regolamentato. Il problema è che è tutto nelle mani dello Stato, noi siamo solo produttori”.
Lo scorso anno l’imprenditore emiliano ha pubblicato il libro “Mangiasoldi – Le slot machine spiegate da chi le fa” nel quale, tra le altre, si è preoccupato di delineare la relazione contraddittoria che vede protagonista il governo, le amministrazioni locali e le tanto demonizzate macchinette da gioco : da una parte questi si impegnano con tutti i mezzi a ridurle come misura efficace al dilagare del gioco d’azzardo patologico, dall’altro il governo non fa nulla per limitare l’apertura di nuove sale.
“Il vero problema, sottovalutato in maniera incosciente dai regolatori del nostro settore, è stato generato dalle macchine presenti nelle sale. Le VLT hanno scombussolato un intero sistema in equilibrio senza peraltro che a guadagnarci sia lo Stato”. È quest’ultimo cui spetta la scelta delle caratteristiche delle macchinette presenti nei diversi locali di gioco, a stabilire i meccanismi di vincita e perdita e la spartizione dei soldi generati dalle giocate.
Nel 2008 Fabrizio Gatti aveva progettato un prototipo di macchina, Safe Slot, capace di prevedere quando il giocatore stava esagerando: in tal caso il flusso di gioco si interrompeva quando compariva la scritta “Attenzione, non stai per caso esagerando?”.
Il progetto dell’imprenditore è rimasto purtroppo sulla carta in quanto diminuiva gli incassi. “Ritenevo che potesse rappresentare il futuro di un intero settore ma gli stessi produttori, dopo i dovuti test, si sono resi conto che gli incassi risultavano inferiori”, ha dichiarato Gatti. Se si riducono i ritmi di gioco al fine di tutelare il giocatore le macchine incassano di meno e lo Stato, di conseguenza, ci guadagna meno.
Da allora molte cose sono cambiate nel settore mentre il governo continua imperterrito la lotta contro le slot machine, senza contrastare, invece, in maniera adeguata le sale videolottery. Queste ultime a differenza delle slot, propongono un vero e proprio gioco d’azzardo, che permette di spendere cifre molto maggiori rispetto alle prime.
Secondo Gatti “Le macchine da bar hanno tutti gli strumenti per poter svolgere un potere di autoregolamentazione del gioco”. Ma la decisione se attivare o meno questi sistemi a tutela del cittadino passa sempre dallo Stato e dalle Regioni. Per questo motivo, invece che le limitazioni sulle fasce orarie o sulla dislocazione delle macchine, per l’imprenditore i sindaci anti-slot come Giuliano Pisapia “dovrebbero chiedere a gran voce l’utilizzo di queste funzioni, già obbligatorie per i produttori. Sarebbe la prima vera rivoluzione del settore. Il tutto a costo zero”.
“Inoltre se fossero informati della pericolosità delle VLT e della loro differenza con quelle da Bar probabilmente le posizioni degli amministratori pubblici sarebbero differenti”, conclude Gatti.





























