di Giovanni Minicozzi
La legge di bilancio varata dal Consiglio dei ministri, che sarà approvata dal Parlamento entro fine anno, prevede 33 mila assunzioni di medici, infermieri e operatori socio sanitari per adeguare il personale sanitario alle esigenze imposte dalla pandemia e per smaltire le liste di attesa cresciute a dismisura a causa del Covid.
In sostanza il provvedimento punta a stabilizzare tutti i precari assunti a tempo determinato per almeno sei mesi a partire dal mese di gennaio del 2020 e fino al mese di giugno 2021. Il maggior impegno di spesa previsto dallo Stato ammonta a circa 600 milioni di euro.
I nuovi assunti saranno distribuiti in tutte le regioni tranne che nel Molise. Infatti dalle nostre parti non ci sono stati assunti a tempo determinato ma medici, infermieri e operatori sanitari impegnati per fronteggiare la pandemia, per scelta decisa dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano e dal commissario all’emergenza Donato Toma , vennero contrattualizzati a partita Iva e poi mandati a casa in modo vergognoso.
Ovviamente i lavoratori che hanno prestato la loro opera durante il picco della pandemia sono stati “sfruttati” senza poter utilizzare i benefici previsti dal contratto a tempo determinato e molti di loro si sono contagiati negli ospedali senza poter usufruire di alcun ammortizzatore sociale. Dopo il danno anche la beffa di non poter essere stabilizzati a differenza dei loro colleghi che hanno lavorato nelle altre diciannove regioni italiane.
La scelta sbagliata di Florenzano non solo incide come un macigno sul futuro dei cosiddetti “eroi” sbattuti fuori a calci nel sedere ma determina anche la permanenza della cronica carenza di personale negli ospedali, carenza che poteva essere risolta con l’assunzione a tempo indeterminato dei precari. La storia si ripete, ovvero Toma e Florenzano scelgono il risparmio sulla pelle dei lavoratori e dei molisani ma continuano a sprecare risorse pubbliche per consulenze e prebende di varia natura distribuite a piene mani mentre i reparti degli ospedali sono costretti a chiudere per mancanza di personale e gli stessi operatori sanitari sono allo stremo.
Sulla vicenda è intervenuta la segretaria della Uil Tecla Boccardo:
“Oltre al danno la beffa, in Molise restano fuori i precari perché furono assunti con partita IVA e non con contratti a tempo determinato – ha dichiarato Boccardo. La scelta della regione e della direzione sanitaria è stata sempre contestata dalla UIL ai tavoli istituzionali – ha concluso- – ma, come sempre, non siamo stati ascoltati dalla politica molisana e dai loro funzionari”.






























