di Giovanni Minicozzi

Ennesima storia di ordinaria follia all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Verso mezzanotte è giunta al pronto soccorso una donna di 46 anni colpita da ictus. Il personale di turno ha prestato le cure del caso e poi la donna è stata intubata.

E qui comincia l’avventura!

La malcapitata doveva essere trasferita nel reparto di rianimazione che però risulta essere ancora inibito ai pazienti no Covid pur disponendo di 8 posti letto liberi in quanto gli altri 4 ospitano contagiati  Covid. La donna intubata è rimasta circa 12 ore nel pronto soccorso e verso le 13 del giorno successivo è stata trasferita dal Cardarelli ad altro ospedale (si dice Neuromed) per essere ricoverata in rianimazione.

Si tratta di situazioni aberranti sia per i trasferimenti di pazienti affetti da patologie tempo dipendenti sia per la mancanza di posti letto in rianimazione al Cardarelli, mancanza che perdura da oltre otto mesi. Ricordiamo tutti le promesse sbandierate dal presidente della Regione Donato Toma e dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano  circa il muro “tecnologico” che divideva il reparto di terapia intensiva del Cardelli in due ambienti capaci di ospitare sei posti per i contagiati e sei per i pazienti cronici.

Ora che i contagi e i ricoveri sono ridotti e solo 4 utilizzano la rianimazione come mai si ricorre ancora ai trasferimenti in altri ospedali?

Che fine hanno fatto i container realizzati e inaugurati per aumentare i posti della rianimazione?

Ricordiamo tutti anche le promesse di Toma e Florenzano circa la realizzazione della torre Covid al Cardarelli “al massimo per la fine del mese di marzo” dicevano. Che fine ha fatto quella struttura per la quale i lavori non sono mai iniziati? Presto detto;

il progetto iniziale, approvato da Florenzano e validato dalla società  N3 di Milano ma bocciato dalla ditta appaltatrice, dai vigili del fuoco e dal comune di Campobasso, risulta essere incompatibile con le attuali normative e, dunque, siamo al punto zero con il Molise – unica regione d’Italia – che resta senza un centro Covid.

Per fortuna pochi giorni fa’ è trapelata una buona  notizia:

il generale Figliuolo ha, di fatto, commissariato Florenzano e l’Asrem  (nominati da Arcuri ente attuatore) e ha designato  il tenente colonnello Arturo De Santis per sbrogliare l’intricata matassa. Intanto però i molisani colpiti da patologie croniche o tempo dipendenti continuano a subire pericolosi trasferimenti dovuti alla mancata possibilità  di essere  ricoverati nel reparto di rianimazione del Cardarelli.

Questa è la sanità targata Toma e Florenzano!

Articolo precedente” SODDISFATTI DELLE SUE DIMISSIINI”. LETTERA APERTA A VIRGINIA SCAFARTO
Articolo successivoMeteo: previsioni del tempo per il giorno 25/05/2021