di Giovanni Minicozzi
Tre medici anestesisti-rianimatori hanno presentato lettera di dimissioni dall’azienda sanitaria regionale e un quarto ha chiesto il trasferimento per incompatibilità ambientale. I medici hanno presentato la lettera di dimissioni con i prescritti tre mesi di preavviso. Dunque a partire dalla metà del prossimo mese di febbraio l’ospedale Cardarelli si troverà con circa la metà degli anestesisti in servizio passando da dieci a sei. Due dei tre medici dimissionari però di fatto lasceranno il lavoro dal primo dicembre per poter usufruire di tutte le ferie accumulate nel tempo.
E proprio a partire dal primo dicembre – e fino alla risoluzione del problema attraverso nuove assunzioni – verranno bloccati gli interventi chirurgici “ordinari” per mancanza di anestesisti rianimatori. Lo ha comunicato con una nota indirizzata alla direzione generale dell’Asrem il primario facente funzione del reparto di terapia intensiva Romeo Flocco specificando che verrà garantita solo l’emergenza e i turni nel reparto di rianimazione previa autorizzazione alle prestazioni aggiuntive.
Secondo indiscrezioni alla base delle dimissioni ci sarebbe un clima “pesante, invivibile e disorganizzato” all’interno del Cardarelli e in particolare dentro il reparto di terapia intensiva. Se ciò rispondesse al vero sarebbe in palese contrasto con le reiterate e tranquillizzanti dichiarazioni diffuse dallo stesso primario e dal dg Oreste Florenzano – dichiarazioni amplificate da certa stampa “amica” – sulla efficienza del reparto in questione e, più in generale, sulla affidabilità ed efficacia del sistema sanitario regionale.
A noi “poveri cristi” resta l’ansia e la preoccupazione di non poterci curare in regione in caso di necessità. Inutile sottolineare, infine, che il blocco degli interventi chirurgici non urgenti determinerà l’ulteriore allungamento delle liste di attesa già fortemente penalizzate dall’emergenza Covid.






























