di Giovanni Minicozzi
Oggi ho ricevuto da un nostro lettore un messaggio raccapricciante riguardante l’utilizzo del reparto di rianimazione al Cardarelli di Campobasso. Eccolo:
“Egregio direttore, nei giorni scorsi mio padre è deceduto per Covid nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Anche gli incompetenti come me hanno capito che il virus entra nei polmoni e determina difficoltà respiratorie ragion per cui i pazienti contagiati necessitano dell’ausilio di ossigeno che solo il reparto intensivo può dare con efficacia. Come dicevo però mio padre, ultraottantenne, è deceduto in malattie infettive senza essere stato trasferito in rianimazione. Non so se in tal caso si sarebbe salvato ma io, da profano, penso che il cambio di reparto sarebbe stato utile e necessario.
Mi chiedo e le chiedo:
per quale motivo è stata negata tale possibilità?
Alcuni addetti ai lavori mi hanno riferito che al Cardarelli evitano di intubare persone di una certa età e ciò sarebbe dovuto sia alla carenza di personale sia per limitare l’utilizzo dei posti letto in rianimazione al fine di restare nei parametri di sicurezza imposti dal ministero, ossia per evitare il cambio di colore della regione. Le comunico, infine, che ho dato mandato ai miei legali per informare la procura della repubblica sui fatti accaduti. Attendo un suo articolo e la saluto distintamente”.
In effetti i dubbi atroci circa l’utilizzo limitato dei posti letto in rianimazione circolano da tempo e con essi la macabra constatazione di una intollerabile presunta selezione dei pazienti da curare in rapporto alla loro età anagrafica.
Se così fosse si consumerebbe un gravissimo reato penale perseguibile d’ufficio dall’dall’autorità giudiziaria.
Nel dubbio chiedo al commissario Toma e al dg Asrem Florenzano di smentire ogni ipotesi di eventuale selezione dei pazienti da curare in terapia intensiva e di far conoscere ai molisani quale protocollo esiste, se esiste, per negare il ricovero in rianimazione dei pazienti che abbiano raggiunto “una certa età anagrafica” .
Ciò si rende necessario, oltre che per tranquillizzare i cittadini, anche per spiegare le motivazioni collegate ai tanti, troppi, decessi per Covid avvenuti nel reparto di malattie infettive nonché i pochi ricoverati in rianimazione con conseguenti decessi limitati.
Attendiamo con fiducia e con ansia.






























