di Giovanni Minicozzi
Polemiche, veleni e inchieste giudiziarie dopo il misterioso decesso del neonato al S.Timoteo con la conseguente chiusura temporanea del punto nascite di Termoli. Sarà la Procura di Larino ad accertare la verità ma di certo eventuali responsabilità non possono essere addebitata al solo personale sanitario senza tener conto della persistente disorganizzazione complessiva del sistema sanitario regionale. In particolare, anche nel caso in questione, sarà necessario verificare l’efficacia del servizio 118 e il rispetto dei tempi di intervento qualora i medici del punto nascita, sprovvisto di rianimazione, avessero richiesto l’intervento di un’ambulanza per il trasporto del neonato al Cardarelli di Campobasso.
A proposito del servizio di emergenza devo sottolineare la irregolare prassi, molto utilizzata dal direttore generale dell’Asrem, nel disporre tagli o spostamenti del personale medico via telefono e non con ordini di servizio regolarmente scritti e protocollati. Lo testimoniano i tanti messaggi ricevuti in seguito alla eliminazione dei medici da alcune postazioni del 118.
A titolo di prova di ciò che affermo ecco uno di questi messaggi ricevuto nella mia posta privata:
“I miei colleghi sono stati informati telefonicamente che sarebbero stati utilizzati per coprire altre postazioni del 118 perché la loro sarebbe rimasta demedicalizzata, cioè coperta solo da infermiere e soccorritori”.
Verosimilmente la strategia comunicativa del direttore Oreste Florenzano punta a smarcarsi da ogni eventuale responsabilità futura ma il sistema del comando verbale, che può essere rinnegato in ogni momento, non esiste nella pubblica amministrazione. Nel frattempo l’azienda sanitaria cerca di correre ai ripari per tentare di ripristinare un minimo di agibilità alle postazioni tagliate e appalta a una cooperativa privata di Sassuolo 560 turni da sei ore ciascuno per un totale di 3.360 ore con un costo unitario di 59 euro/ora. Anche in questo caso però esistono delle stranezze.
Infatti la deliberazione dell’Asrem che assegna la gara alla cooperativa La Fenice di Sassuolo è la numero 815 (che allego) dello scorso 13 luglio e prevede un costo complessivo di oltre 241 mila euro con l’obbligo di attivare il servizio entro le successive 48 ore. Paradossalmente il giorno precedente l’aggiudicazione della gara, ovvero il 12 luglio, la società cooperativa “La Fenice” ha diffuso su bacheca. it una ricerca di personale sanitario da inviare in Molise. Misteri della sanità molisana e del suo direttore generale Oreste Florenzano. Evidentemente l’avvocato, già venditore di giocattoli, avrà chiuso la trattativa con La Fenice nei giorni precedenti all’aggiudicazione della gara e, verosimilmente, lo avrà fatto via telefono come sempre.
Commissaria Flori Degrassi e ministro Roberto Speranza battete un colpo se ci siete, nel Molise si muore di malasanità.































