di Redazione politica
Undici pagine su cui, nero su bianco, sono evidenziate tutte le lacune della gestione sanitaria molisana sia per quanto riguarda l’emergenza Covid sia per quanto riguarda l’organizzazione della rete dell’emergenza.
Undici pagine che nella giornata di mercoledì 20 gennaio 2021 il commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario del Molise, generale della Finanza Angelo Giustini, ha inviato al governo nazionale, al governo regionale, ai consiglieri regionali e alle Procure di Campobasso, Larino e Termoli. Un dettagliato report che ieri sera è arrivato sulle scrivanie di Conte, Gualtieri, Speranza, La Morgese, Arcuri, Sileri.
E poi ancora, al prefetto di Campobasso Maria Guida Federico, al prefetto di Isernia Vincenzo Callea, ai componenti del Tavolo tecnico permanente per l’emergenza sanitaria Covid, al sindaco di Campobasso Gravina, al dg Asrem Florenzano, al direttore sanitario Scafarto, a quello amministrativo Antonio Lastoria nonché al direttore generale della salute Lolita Gallo. E alle Procure di Campobasso, Larino e Isernia.
Sono giorni bollenti a via Genova tra terzo e quarto piano. Nell’uno si trovano gli uffici della struttura commissariale della sanità molisana con l’aggiunta del posto per l’assessore Quintino Pallante perché è sempre meglio, per Toma e i suoi, avere un occhio attento sul “nemico”. E il nemico si sa, ormai è palese a tutti, si chiama Angelo Giustini che ricopre quel ruolo che Toma tanto vorrebbe per sé. Al quarto piano ci sono gli uffici con la porta a impronte digitali del presidente della Regione Molise Donato Toma e i suoi fedelissimi.
Le basse temperature del periodo invernale però non bastano a raffreddare i bollori che intercorrono tra quella rampa di scale che separa un piano dall’altro.
Ad ogni azione corrisponde una reazione.
Il commissario Giustini scrive a Roma chiedendo di spostare i Covid dal Cardarelli perché ormai ospedale infetto e non possono più fare ricoveri ordinari o per le emergenze? Toma soddisfatto annuncia la risposta di Arcuri, che con la rete ordinaria non ha nulla a che vedere, con cui il commissario straordinario della Protezione Civile nazionale risponde a Giustini che lui invierà container in Molise dove poter creare 26 posti letto per le terapie intensive e sub intensive Covid. Come richiesto dal presidente della Regione Molise.
Pronta la reazione del commissario ad acta che, dentro di sé, si sarà chiesto: i “pensatori” della rete dell’emergenza Covid hanno capito che se in Molise muore un paziente non Covid perché non curato al Cardarelli di Campobasso che è l’unico ospedale molisano dove per legge vanno le emergenze ma è stato trasformato in centro Covid ed è tutto infetto, la responsabilità penale è di chi gestisce la rete ospedaliera ordinaria? Si ha dunque la sensazione che Toma, commissario all’emergenza Covid, giochi col fuoco . Lui non firma nulla, scarica qualunque responsabilità su altri. La colpa ora è del commissario Giustini, ora è del Consiglio regionale, ora è di Iorio, ora è di Greco. A seconda delle situazioni, lui Toma non figura mai. Un po’ come i suoi fedelissimi nella sanità Oreste Florenzano e Virginia Scafarto.
I due vertici Asrem possono essere definiti il braccio operativo, all’interno del sistema sanitario, delle scelte politiche del presidente Toma commissario all’emergenza. Sono loro, insieme all’appoggio politico di Toma, e con la firma del sub commissario Grossi (che qualcuno dovrebbe accertare se giuridicamente poteva firmare) hanno stabilito che il Molise dovesse avere una organizzazione sanitaria Covid e non Covid stile Codogno durante la prima ondata. Il tutto in attesa della realizzazione della ormai famosa Torre che ancora non vede la luce.
E’ il ministero della salute a guida LEU, con Roberto Speranza, che per evitare conflitti politici con i presidenti di Regione hanno derogato a qualunque regola organizzativa. Tanto il Molise non conta sulla cronaca nazionale, penseranno a Roma. E’ Arcuri che, nel rispondere a Giustini che chiede decisione condivise e rimozione urgente dei pazienti Covid dal Cardarelli di Campobasso per sanificazione, che risponde dicendo che lui, Arcuri, ha una intensa corrispondenza con l’Asrem, quasi a sottodimensionare il ruolo del commissario ad acta che però, a sua volta, risponde giudiziariamente dei disservizi della sanità molisana.
Giustini a questo gioco al massacro non ci sta e stavolta tira in ballo anche le Prefetture di Campobasso e Isernia che sono gli uffici territoriali del governo, la diramazione del ministero dell’Interno, con il compito di vigilare sulle autorità amministrative operanti nella Provincia, oltre ad esercitare rilevanti funzioni proprie nel campo della sicurezza pubblica che, secondo Giustini, in campo sanitario è assente su territorio regionale.
Scrive anche alle Procure di Larino, Campobasso e Isernia per evidenziare la situazione di promiscuità accertata dai Nas nei tre nosocomi, ma anche dal commissario in persona nel corso di una sua ispezione al Cardarelli di Campobasso. Ed è stata questa ispezione a far uscire dai gangheri sia Toma che Florenzano.
Il primo ha infatti emanato un decreto, il numero 2, con cui dice a Giustini che prima di prendere iniziative – di scrivere a Roma ai ministeri per capirci – deve informare lo stesso Toma almeno 48 ore prima tramite la direzione generale della salute. Un decreto senza alcun valore giuridico visto che per definizione, precisa Giustini, il commissario ad acta non dipende dal presidente della Regione.
Florenzano invece, nel corso della riunione urgente di sabato scorso, ha detto a Giustini che lui commissario non può andare a fare ispezioni negli ospedali senza il consenso dello stesso Florenzano.
In tutta questa storia, tra accordi politici sottobanco e tra morti di cui nessuno si vuol assumere la responsabilità Giustini mette nero su bianco che in Molise ci sono gravi carenze dell’offerta sanitaria, che c’è una organizzazione della rete ospedaliera “in palese inosservanza delle leggi e degli atti riguardanti in particolare l’emergenza epidemiologica”.
Invita di nuovo Toma, Florenzano, Scafarto, ad intervenire per eliminare le gravi carenze nell’organizzazione Covid.
Con questo report, con cui Giustini ripercorre la storia da marzo 2020 ad oggi evidenziando anche la mancata collaborazione degli addetti ai lavori facendo nomi e cognomi e partendo da Florenzano, da oggi nessuno può dire che non poteva non sapere.
Non può lavarsi le mani Roma su eventuali responsabilità nella disapplicazione di norme nazionali. Non può dire di non sapere il commissario all’emergenza Toma. Non possono non sapere le Procure molisane dove già sono state depositate diverse denunce di cittadini per accertare eventuali responsabilità sulla morte dei propri cari.
Non possono non sapere i partiti politici, tutti.
Non possono non sapere i cittadini elettori che combattono una guerra con la dignità del silenzio delle loro sofferenze. Di cui i responsabili, elettoralmente e o giudiziariamente, prima o poi risponderanno.






























