di Giovanni Minicozzi
Il servizio sanitario regionale è in uno stato comatoso da alcuni anni ma da quando è arrivato Oreste Florenzano al vertice dell’azienda il coma è diventato irreversibile e il governo regionale sembra paralizzato. In questi giorni Florenzano ha scoperto l’acqua calda e ha pubblicato un bando (che allego in calce all’articolo) per reperire 25 medici con contratto libero professionale da destinare al servizio di emergenza del 118 dove la carenza è ben più marcata e viene da lontano.
Infatti mancano 40 medici per poter garantire tutte le postazioni dislocate sul territorio regionale con il conseguente rischio concreto di dimezzare il servizio di pronto intervento.
La pianta organica prevede 96 medici ma oggi ne sono in servizio solo 56 con carichi di lavoro massacranti. Nel periodo estivo verranno meno almeno altri 10 professionisti per poter garantire ai 56 medici le meritate ferie dopo 16 mesi di pesante e gravoso impegno dovuto all’emergenza Covid.
Dunque in media il servizio di emergenza dovrebbe essere assicurato da 46 medici, ossia la metà dell’organico previsto dal piano operativo. Ma non finisce qui poiché molti altri professionisti sono pronti a lasciare il servizio del 118 per assumere l’incarico di medico di famiglia molto più comodo e ben retribuito. Ho contattato una dottoressa del 118, che vuole restare nell’anonimato, la quale ha denunciato le pessime condizioni economiche e normative in cui sono costretti ad operare i medici del 118.
“Con l’attuale carenza di organico non riusciamo a coprire tutte le postazioni e qualora dovessimo intervenire per coprire una sede diversa da quella abituale verrebbe meno il servizio di emergenza nella postazione di competenza – ha dichiarato la dottoressa. Inoltre i nostri contratti di collaborazione non ci garantiscono alcun futuro di stabilità e l’Asrem non muove un dito per risolvere la nostra precarietà. Aspetto con ansia – ha concluso – che si liberi un posto alla medicina generale o fuori regione per lasciare il 118 e risolvere il problema della mia vita”.
Naturalmente Florenzano e Scafarto si guardano bene dal risolvere problematiche che ben conoscono. Da segnalare, infine, il caos nei pronto soccorso di Campobasso, Isernia e Termoli dove si registrano affollamenti record e attese infinite. Ieri al pronto soccorso del Cardarelli stazionavano 40 pazienti e altri cinque sono stati costretti a restare sulle ambulanze per diverse ore in attesa di poter ricevere le prime cure.
Il tutto accade mentre il governo regionale, il direttore generale Oreste Florenzano e la commissaria Flori Degrassi restano avvolti da un colpevole silenzio che non lascia prevedere nulla di buono.



































