di Redazione
I Sindaci della provincia di Isernia fanno fronte comune per difendere la sanità pubblica e rilanciare un sistema messo a dura prova da anni di criticità. È questo il messaggio emerso dall’incontro convocato ieri sera da Daniele Saia, presidente della Conferenza dei sindaci del Molise, della Provincia di Isernia e sindaco di Agnone. Al centro del confronto, a cui hanno preso parte i primi cittadini – o loro delegati – di numerosi comuni della provincia, le principali emergenze del sistema sanitario regionale: il superamento del commissariamento, l’azzeramento del debito sanitario, la necessità di una modifica del DM 70 per garantire un Dea di primo livello in ogni capoluogo di provincia e l’introduzione di incentivi economici capaci di attrarre nuovi medici nei territori interni. Temi che saranno portati ufficialmente all’attenzione della Conferenza dei sindaci del Molise, la cui convocazione è prevista a breve. “Un incontro che ho voluto per confrontarci sugli ultimi sviluppi in ambito sanitario – ha dichiarato Saia – anche alla luce del dialogo avviato dal sindaco di Isernia, Piero Castrataro, con i vertici dell’Asrem. La battaglia è dura, ma uniti continueremo a difendere la sanità pubblica”. Proprio Castrataro è diventato il simbolo della protesta: da quasi due settimane dorme in una tenda davanti all’ospedale “Veneziale” di Isernia per opporsi ai nuovi tagli previsti dal Piano operativo sanitario 2025-2027. Un gesto che ha raccolto la solidarietà di tutti i colleghi sindaci, alcuni presenti fisicamente al presidio, altri attraverso messaggi di sostegno. Ieri il sindaco di Isernia è stato convocato a Campobasso dal direttore generale dell’azienda sanitaria regionale, dove ha avanzato proposte immediate per dare ossigeno ai reparti più in difficoltà, in particolare al Pronto Soccorso, segnato da una grave carenza di personale medico. L’incontro è stato definito “collaborativo”, ma la protesta non si ferma: la tenda resterà davanti al Veneziale finché non arriveranno segnali concreti di cambiamento. Un segnale chiaro, quello dei sindaci isernini, che rivendicano il diritto alla salute dei cittadini e chiedono risposte strutturali e non più rinviabili per il futuro della sanità molisana.






























