“Non temete; ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”. La bellissima pagina del Vangelo si apre con il racconto preciso di un evento storico, fondamentale per la nostra fede, con una precisa descrizione dei luoghi, dei personaggi illustri, e di un reale fatto di cronaca . Nessuno si accorge di quel bambino nato in una grotta , tranne i pastori. “Gesù è nato per noi, venite adoriamo !” Noi tutti non l’invochiamo ed attendiamo invano: nella fredda culla di Betlemme c’è il Figlio di Dio. “Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini di buona volontà”; facciamo in modo che questo messaggio così grande risuoni nel mondo ricordando innanzitutto che l’Incarnazione di Gesù è l’opera più meravigliosa e commovente dell’onnipotenza divina.

Il Figlio di Dio, che è nato per noi, è la luce eterna e vivente, la Parola del Padre; egli viene per scacciare per sempre le tenebre dei nostri peccati, le ombre della nostra ignoranza. Viene per amore, senza alcun merito da parte nostra; ci porta le ricchezze di Dio in cambio delle nostre miserie, viene per restare e condividere la nostra vita. Il Bimbo che giace nella mangiatoia rifulge nel cielo; è importante ricordarsi che colui che si è fatto uomo per salvarci è lo stesso Creatore e sovrano del mondo; Egli inaugura sulla terra un mondo nuovo e nelle anime una vita nuova. L’incarnazione porta a termine e corona la creazione; in Cristo l’umanità ritrova la vita del cielo, riconosce la sua dignità, riprende a camminare verso il suo destino eterno. In tutto il mondo il 25 dicembre celebriamo la nascita di un bambino e quelli che non sono cristiani, forse, si chiedono chi è questo bambino e non è male che anche noi, in questo Santo Natale, in modo molto personale ce lo domandiamo: “Per me, chi è Gesù Cristo ? “ Soltanto se Gesù Cristo è il mio unico vero Dio, il mio Salvatore, il mio modello, il mio tutto, solo allora riuscirò a renderlo presente nella vita di tutti i giorni, perché Egli vive veramente negli uomini che credono in Lui, lo amano e seguono i suoi passi, per ricordarci ogni giorno il nostro destino, la vita eterna. E dovremmo imparare proprio dai pastori, che mentre compiono il loro difficile dovere, vegliano sul gregge e si fidano degli angeli. E dovremmo imparare dagli angeli ad esprimere la gioia cantando, a rallegrarci con la nostra famiglia, a stare con chi ci vuole bene , senza altro scopo che lo stare insieme , per la nascita del nostro Salvatore. Con questa gioia nel cuore formulo i più affettuosi auguri di un Santo Natale (anche se in europa qualcuno non vuole!) vissuto con i propri cari, ma con lo sguardo rivolto al bambino del presepe, fonte di vera serenità e di pace interiore, in rendimento di grazie per tutti i benefici ricevuti.
BUON NATALE A TUTTI!




























