Se questa informazione dovesse trovare conferma, ci troveremmo di fronte ad un caso di palese violazione  dello scopo benefico della fondazione nei confronti delle persone bisognose e si aprirebbero degli scenari di interessi diversi rispetto a quelli previsti alle finalità ed impegni della Pia Unione SS. Annunziata di Venafro.

 

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Infatti, all’Art. 3 sello Statuto della fondazione si leggono nelle: finalità ed impegni)

1) La Fondazione non ha scopi di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà  sociale, in sintonia e prosecuzione dello spirito che pervase le Tavole di fondazione degli Enti di provenienza.

2) Cura con le proprie rendite la beneficenza e l’assistenza nei confronti di persone che vivono qualsiasi tipo di disagio e tiene aperte al culto, mediante convenzione con l’Ordinario Diocesano, le chiese di sua proprietà

3) Assume iniziative e persegue interventi atti a :

– contrastare la povertà;

– favorire la vita autonoma e la permanenza a domicilio di persone totalmente

dipendenti o incapaci di compiere gli atti propri della vita quotidiana;

– sostenere minori in situazioni di svantaggio con supporto alle famiglie;

– partecipare al potenziamento convenzionato di centri sociali esistenti;

– realizzare e gestire una casa di accoglienza per persone senza fissa dimora, una casa

di riposo per anziani, un giardino per l’infanzia soprattutto economicamente

svantaggiata;

– valorizzare le reti di volontariato esistenti sul territorio e favorire l’aggregazione dei

soggetti pubblici e privati che operano nel campo delle politiche sociali;

– operare prestazioni di tipo socio-educativo per contrastare dipendenze da droghe

alcool e farmaci, favorendo interventi di natura preventiva di recupero e di

reinserimento sociale;

– promuovere qualsiasi altra iniziativa idonea a migliorare il tenore di vita e favorire le

relazioni umane;

– I proventi derivanti dalla gestione indiretta delle opere elencate all’alinea 5 saranno

utilizzati esclusivamente per il perseguimento delle finalità istituzionali.

4) Cura la necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria delle chiese di sua proprietà, le

tiene aperte al culto mediante convenzione con l’Ordinario Diocesano; provvede alla

celebrazione di propri riti liturgici come da antica tradizione.

5) Nel caso che le chiese predette vengano trasformate in Parrocchie, gli obblighi della

Fondazione si limitano alle spese di culto, passando la competenza della manutenzione ad

altri organi ad essa preposti.

 

Ad anticipare uno scollamento tra la Fondazione e la Caritas Diocesana d’Isernia/Venafro, è stato recentemente il Direttore don Salvatore Rinaldi. L’uomo di chiesa sottolineava l’assoluta e persistente mancanza di sinergia, rapporti e collaborazione tra la “Pia Unione SS.ma Annunziata” di Venafro, organismo istituzionalmente preposto ad interventi a favore di bisognosi e di quanti vivono in stato di necessità, e la Caritas Diocesana d’Isernia/Venafro, di cui è appunto Direttore e come tale il massimo esponente provinciale.

“Mentre a Isernia la Caritas opera da sempre in piena sinergia con le istituzioni pentre intervenendo continuativamente a favore di quanti vivono nella necessità ed hanno bisogno di mani di aiuto -spiega don Rinaldi- tutto questo a Venafro non avviene affatto. La “Pia Unione”, che per propria natura dovrebbe intervenire nello specifico operando in stretto rapporto con la Caritas Diocesana, non ha mai stabilito alcun legame con l’organismo che mi onoro dirigere. Non c’è sinergia tra Pia Unione e Caritas Diocesana, e conseguentemente non è possibile da parte della Caritas attuare quegli interventi di solidarietà sociale di cui in tanti a Venafro hanno urgente bisogno.

Da questo, appurare che addirittura vi possa essere stato un atto notarile di totale esclusione della Caritas diocesana e delle associazioni di volontariato di Venafro con la modifica dello Statuto, assumerebbe la portata di uno scandalo dalle enormi proporzioni che non mancheremo di riportare, negli approfondimenti del nostro giornale nelle prossime ore.

 

Reporter One

 

 

 

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