di Tonino Atella

Preoccupano infatti il covid e le conseguenze socio/economiche che ne derivano.

“Epifania, tutte le feste le porta via”. E’ il notorio proverbio popolare a sfondo religioso, e riferito al manifestarsi di Gesù ai Re Magi, per tutti valido e puntualmente applicato, meno che -sia consentito rimarcarlo- per il Comune di Venafro. E’ quanto sottolineano tanti venafrani. “In effetti ovunque a Venafro luminarie, lucette e festoni colorati del Natale sono stati appena rimossi -puntualizza la gente- ma la Liberty continua ad esser inondata di blu, simboli e scritte natalizie beneauguranti approntati dall’ente locale”. Il prosieguo dei ragionamenti al riguardo : “Sulla caratteristica struttura di Ciaraffella che si specchia nel laghetto -osservano diversi venafrani- continuano a scorrere simboli e scritte luminose e colorate in diverse lingue europee che augurano il Buon Natale ! Forse trattasi degli auguri per il Natale 2022 ? Se tanto è …, li accettiamo di buon grado, ricambiandoli !”. E’ comunque bello e suggestivo -proviamo a replicare- ammirare una Liberty inondata di blu e beneaugurante per tutti. “Certo, ma Venafro ha bisogno di ben altro -spiega la gente comune- per rialzare la testa e riprendere a camminare, lasciandosi finalmente alle spalle difficoltà e preoccupazioni del periodo. Fanno piacere i persistenti auguri natalizi colorati e luminosi sulla Liberty, ma occorre rimettersi al più presto in piedi sotto il profilo sociale, imprenditoriale e finanziario perché la situazione è delicata ed occorre la spinta delle istituzioni pubbliche per ripartire.

Perciò ci permettiamo suggerire di pensare a ben altro, piuttosto che limitarsi a continuare ad augurare Buon Natale in tante lingue sulla Liberty. Fanno certamente piacere gli auguri, ma si pensi preliminarmente al lavoro che non c’è, alla pulizia della città che tanto manca, ai problemi di molti giovani venafrani che per inserirsi hanno ripreso a fare la valigia, alle difficoltà di artigiani e commercianti, alla regolarità dell’attività scolastica per le future generazioni ed a convincere a vaccinarsi quanti ancora non l’hanno fatto”. Considerazioni condivisibili, che attestano il momento difficile che si sta vivendo. Dal che la domanda conclusiva : si saprà “ascoltare” la gente, andando aldilà dei pur belli e graditi auguri natalizi serali e notturni sulla Liberty in finlandese o sloveno che nessuno -cronista in primis- capisce ? I venafrani, nessuno escluso, ci contano tantissimo !

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