Nel capoluogo pentro ormai siamo abituati a tutto e di certo non ci meravigliamo più di tanto nel vedere giovani migranti davanti ai bar, alle chiese, ai negozi, in stazione, a chiedere l’elemosina. Ma da un po’ di tempo a questa parte gli isernini non tollerano più questa situazione e le mail di protesta che arrivano in redazione confermano questa ipotesi.
Quotidianamente alcuni migranti iniziano la loro giornata con la speranza di racimolare qualche euro. “Ehi, capo, un euro”. Oppure: “Signora, una piccola offerta per mangiare”. Qualcuno ti sorride, ti guarda e non ti chiede niente. Un altro ti chiede se hai bisogno di aiuto con la spesa. Altri restano fermi in piedi con il cappellino in mano sperando che qualche ‘buon samaritano’ gli dia un contentino.
All’inizio la gente era propensa a lasciare una piccola offerta a questi giovani in pena, ma ora in tanti sembrano aver abbandonato questa pratica e i cappellini appaiono sempre più leggeri. “Per loro vitto e alloggio sono gratuiti. Hanno già tutto. Ci sono anche ragazzi che ti chiedono soldi con lo smartphone in mano”. Questi sono i commenti più benevoli. Gli isernini forse si sentono molestati o infastiditi dalla loro presenza e, per questo, non lesinano critiche contro chi non fa nulla per debellare il fenomeno.
Da precisare che, solo raramente, queste persone sono insistenti nel richiedere denaro, per cui non è il caso di fare di tutta l’erba un fascio. Le forze dell’ordine non possono fare nulla. Motivo? Hanno tutti lo status di rifugiato politico e, quindi, sono protetti dalla legge. Se a ciò aggiungiamo che l’accattonaggio non è reato, i conti sono presto fatti. C’è chi pensa che gli accattoni facciano parte di un racket. Almeno per ora, dietro al fenomeno dell’accattonaggio, ad Isernia, non sembra esserci la criminalità, ma in passato si sono verificati episodi sospetti.
Altri credono che dietro a tutto questo ci siano gli stessi migranti che manovrano il gioco per puro business. Ovviamente sono tutte supposizioni. Alcune amministrazioni comunali, in diverse regioni, si sono attivate con iniziative varie per contrastare l’accattonaggio molesto, petulante e sospetto. Tutte animate da buoni propositi che poi, però, si rivelano inutili, alla prova dei fatti nessuna soluzione adottata si è mostrata efficace. Le forze dell’ordine, probabilmente, conoscono ogni volto di questi soggetti.
Molti di loro, fermati e schedati, non hanno documenti, non sono regolari. Non serve, quasi, portarli in Questura. Inutili le contravvenzioni. A chi recapitarle? E per uno che viene allontanato, questione di poco, e il posto viene rioccupato. Va da sé che lo Stato dovrebbe fare la sua parte e non lasciare sole le amministrazioni in questa battaglia.
“Non fate l’elemosina a queste persone”, è l’invito che arriva da più parti per cercare di arginare un fenomeno in costante aumento che va condannato con fermezza. Se volete fare del bene, sostenete le associazioni che aiutano i bisognosi.






























