Continua la lotta di una madre molisana per aiutare il figlio ad ottenere assistenza adeguata con un progetto per il ‘Dopo di Noi’. Il figlio disabile, da troppo tempo, aspetta di vedersi il riconosciuto il diritto all’assistenza, ma al momento è solo una pia illusione. In una lettera aperta inviata ai media sfoga tutta la sua amarezza per una situazione che appare folle.
Pubblichiamo il testo integrale della lettera
“Sono passata dalla rabbia alla delusione perché stanno mettendo in dubbio la disabilità di mio figlio, lo si accusa di truffare lo Stato. Contestare l’esito di una commissione medica mi appare folle, ma più folle è pensare che lui possa vivere senza assistenza personale, domiciliare e medica. M. non sa leggere, né scrivere, non riconosce i soldi, non può cucinare, né gestire la terapia farmacologica. La diagnosi medica, e non di un responsabile d’ufficio, è indiscutibile e tangibile.
Ma non per la Regione Molise. Avrei quasi voglia di denunciare per diffamazione e calunnia chi, più di una volta, lo ha definito – anche per iscritto- un falso invalido. La sua domanda è: ‘mamma perché non mi vogliono far vivere a casa mia quando tu non ci sarai più?’. La risposta è: ‘perché in un istituto costeresti molto di più’.
Tu non puoi capire questo concetto, non lo comprendono neanche i responsabili, ormai troppo vecchi per recepire e accettare le innovazioni’. La legge 112 del 2016, per lasciarti vivere a casa tua, prevede anche il rimborso del fitto.
Tu che possiedi una casa, e non chiederai soldi allo Stato per la locazione, dovrai vivere in un istituto, perché sei molisano e in Molise la legge italiana, per te, non si applica. È certo però, figlio mio, che non ucciderei prima te e poi me, ma ucciderò qualcun altro. Altro assurdo, per la nostra regione e non solo, è che, nel 2018, le persone con disabilità rischiano di non vedere neanche un centesimo dei 51 milioni del fondo per il dopo di noi, eh già….
Il decreto attuativo della legge afferma infatti che, a decorrere da quest’anno, l’erogazione del denaro, spettante a ciascuna regione, dovrà essere preceduta dalla rendicontazione sull’effettiva attribuzione ai beneficiari delle risorse.
Le Regioni che non hanno attribuito ai beneficiari le risorse del 2016 rendicontandole, non riceveranno un centesimo delle risorse del 2018, tale stanziamento resterà congelato fino a quando non arriverà la rendicontazione. In altre parole, se la Regione Molise non spende i soldi del 2016, nonostante i progetti presentati dai privati sul Dopo di noi, perché il Governo centrale dovrebbe dargli quelli del 2018? Una cosa buona e giusta!”.






























