di Redazione
da un post su Facebook dell’Architetto Franco Valente, una considerazione su quante potenzialità (peraltro mai considerate) ha perso Venafro. Questa di cui parla è una sua proposta al Comune, di richiedere un finanziamento regionale per effettuare uno scavo generale delle cosiddette Sorgenti di Venafro.
OGGI POMERIGGIO CON ALCUNI AMICI CHE VENIVANO DA TERMOLI SONO ANDATO A COMPRARE I BISCOTTI VENAFRANI DALLE PARTI DELLA FONTANA DI VENAFRO.
Non è un caso che il biscottificio, che fa ottimi biscotti, si chiami “LE QUATTRO CANNELLE, anche se le cannelle della Fontana da una decina di anni sono state rubate e nessuno provvede a sostituirle.
Abbiamo dovuto aspettare che sfornasse perché, per la grande richiesta, avevano finito tutti quelli prodotti in giornata.
Ho approfittato per spiegare agli amici l’importanza delle sorgenti di Venafro.
Un patrimonio teoricamente incantevole che è il regno delle zoccole (le pantegane) e della sporcizia.
Mi sono vergognato nel mostrare la cosiddetta “Fontana della Regina” che nelle mappe di Lucenteforte del 1893 ancora si chiamava “VAGNO” (Bagno) perché ancora era viva la leggenda popolare secondo cui la Regina Giovanna qui veniva a bagnarsi per raffreddare i suoi bollenti spiriti.
Uno schifo di cui si vergognano tutti i cittadini di Venafro con esclusione del Sindaco e della sua Giunta Comunale.
Ovviamente quello che scrivo al Sindaco e alla sua Giunta da una orecchia entra e dall’altra esce.
LE SORGENTI DI VENAFRO
Alcuni anni fa, in qualità di Conservatore Onorario dei Beni Culturali di Venafro, proposi al Comune di Venafro di chiedere un finanziamento regionale per effettuare uno scavo generale delle cosiddette Sorgenti di Venafro.
Era Sindaco Nicandro Cotugno che fu entusiasta della proposta, ma la sua amministrazione finì con il commissariamento alcuni mesi dopo.
Ripetetti la proposta al Commissario Prefettizio, ma non mi diede ascolto.
Con l’attuale Amministrazione e con quella precedente è stato impossibile qualsiasi dialogo nonostante una dichiarata disponibilità della Regione a prendere in considerazione l’iniziativa.
In cosa consisteva la proposta?
Il Comune avrebbe eseguito un progetto di Scavo Archeologico da affidare a giovani Archeologi di Venafro che, sotto il controllo della Soprintendenza, avrebbero riportato alla luce l’intero complesso dei condotti romani e medioevali delle Sorgenti di Venafro che il sindaco Pietro Lucenteforte aveva rilevato alla fine del XIX secolo quando fu realizzata la Fontana a 4 Cannelle.
Il progetto sarebbe costato 200 mila euro di cui 50 mila sarebbero andati all’impresa che avrebbe effettuato i lavori manuali, 100 mila euro agli archeologi e 50 mila per spese accessorie.
La particolarità dell’iniziativa sarebbe stata la visibilità dello scavo che avrebbe consentito a un vasto pubblico di seguire tutte le fasi della ricerca archeologica e nello stesso tempo avrebbe consentito di capire quali siano tutte le cause delle interruzioni e delle perdite che sistematicamente si verificano.
Qualche tempo fa il Comune di Venafro ha perso un’altra grande occasione per la conoscenza del sottosuolo che, invece di essere considerato una risorsa economica, viene massacrato per risolvere in maniera episodica e sconclusionata un problema idraulico.
E’ venuto alla luce il cosiddetto “CONDOTTO GRANDE” che prende l’acqua da una sorgente che si trova sotto l’antico “Giardino Valla” e la riversa nella famosa “FONTANA DELLA REGINA”.
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A Venafro quando ci si rassegna si dice: KESS’E’”.































