di Tonino Atella
“Pochi i giovani presenti però”, si lamenta l’organizzatore.
E’ appena calato il sipario sul Festival Internazionale Mario Lanza svoltosi per il secondo anno consecutivo all’aia della borgata Mennella di Filignano date le limitate dimensioni della piazza principale del Comune capoluogo. L’evento quest’anno si è protratto una settimana intera per celebrare il Centenario della nascita dell’artista italo/americano, il cui papà Alfredo Cocozza era originario di Filignano.

Sul palco di Mennella tanti artisti e musicisti sia italiani che stranieri, con la parte del leone recitata ovviamente dalla lirica. Me parliamo col promotore del tutto.“E’ la lirica che tira -spiega Michel Rongione, l’organizzatore- e nelle serate di lirica si sono registrate affluenze notevolissime. Soprattutto in occasione de La Boheme di Puccini e del Gran Galà conclusivo con orchestra sinfonica e coro bulgari diretti dal M° Leonardo Quadrini, presenza storica del Festival”. Le altre serate ? “Altrettanto partecipate ma non con pienoni. Bella la canzone napoletana antica proposta, ma senza il grande nome sul palco arriva un pubblico contenuto numericamente parlando”. A proposito del pubblico accorso a Mennella per il Festival ? “Soprattutto stranieri e forestieri -aggiunge Rongione- mentre i locali sono stati pochi. E sono mancati principalmente i giovani. Bisogna studiare l’anno prossimo come e cosa fare per attirare i giovani”. Quale il suo giudizio finale sulla settimana artistica all’aia di Mennella in omaggio a Mario Lanza ? “Certamente positivo per la qualità proposta e quanti sono intervenuti hanno applaudito convinti. Speriamo di fare sempre meglio negli anni a venire !”.






























