Riguarda essenzialmente il biglietto d’ingresso ritenuto consistente e inopportuno, dati i finanziamenti pubblici a monte, e la finalità stessa dell’Opera

Si conclude in serata a Venafro (tempo permettendo, sentito che già comincia a “brontolare” …)  la terza edizione dell’Opera al Laghetto col bis de La Cavalleria Rusticana di Mascagni, iniziativa della Regione Molise affiancata da Comune di Venafro e Provincia di Isernia, col supporto della Pro Loco sempre di Venafro. Opera di pregio, con protagonisti di tutto valore artistico e musicale, sentiti i fragorosi e lunghi applausi finali del pubblico nel corso della prima serata, come dettagliatamente descritto in altro servizio su questo stesso giornale. Tutto bene quindi, tutto pienamente positivo? Sotto il profilo artistico senza dubbio, sentito lo spessore di cantanti lirici, musicisti e direttore d’orchestra e visto l’apporto dei tanti volontari collaboratori. Se qualche osservazione arriva in redazione, ed é pervenuta …, riguarda principalmente il biglietto d’ingresso all’Opera al Laghetto di Venafro, ritenuto eccessivo ed inopportuno, e la stessa finalità dell’iniziativa. In effetti il biglietto d’ingresso è stato giudicato eccessivo perché il prezzo da pagare per accedere alla tribuna, sedersi ad una delle 400 sedie ed assistere allo spettacolo era di 20 e 25 euro a seconda di posti e fila occupati. Inopportuno, sempre il tagliando d‘accesso, essendoci a monte il finanziamento pubblico.

Su tale tema specifico e in generale sull’idea dell’Opera al Laghetto di Venafro ecco quanto di maggiormente significativo è pervenuto dai lettori e che riportiamo per dovere di cronaca : “Assolutamente non ritengo giusto pagare per accedere ad una manifestazione che si avvale di finanziamenti pubblici -attacca un pensionato venafrano- ed oltretutto considero l’iniziativa abbastanza discutibile per quanto concerne la promozione turistica del territorio che i suoi ideatori assicuravano di raggiungere con la sua istituzione. Non credo infatti che la manifestazione anche se ben organizzata susciti interesse oltre i confini del nostro ambito territoriale. Se al contrario la manifestazione è finalizzata ad interrompere la monotonia del territorio e ad integrare l’Estate Venafrana, il giudizio è sicuramente positivo, ma con esclusione di costi aggiuntivi a carico degli spettatori interessati”. Cioè si, va anche bene, ma non si doveva far pagare e perseguire soprattutto l’effettiva promozione del territorio e dell’ambito venafrano, sembra dire il lettore, aspetti  invece “bucati”. Da altro osservatore arriva una testimonianza diretta di propri soggiorni presso località termali extraregionali in costanza di eventi artistici serali : “Bastava dire alla hall dell’albergo che ospitava del desiderio di partecipare ad una determinata manifestazione della sera -ricorda l’uomo- e puntuale veniva consegnato il tagliando gratuito di accesso alla manifestazione. Evidentemente altri tempi, altre mentalità ed altre situazioni. Oggi si paga  anche per eventi finanziati dalle istituzioni !”.

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