di Redazione
La questione della viabilità sulla Strada Provinciale 21 “Volturno Pentrica” non è recente e, soprattutto, non può più essere rinviata. Le molteplici criticità che si registrano da anni lungo l’arteria che collega Castelpizzuto a Isernia, attraversando il centro abitato di Longano, affondano le radici in una situazione strutturale complessa e mai realmente risolta. Nei giorni scorsi il tema è tornato al centro dell’attenzione in seguito a un dettagliato esposto del 26 ottobre 2025, presentato da Fernando Carlucci, al quale ha fatto seguito un incontro con il Presidente della Provincia di Isernia. Nel documento si evidenziava come sulla SP 21 transiti quotidianamente un numero significativo di camion e autoarticolati di grandi dimensioni, legati all’attività di imbottigliamento di acqua minerale presente nell’area. Il problema è evidente: la strada non presenta caratteristiche strutturali pienamente adeguate a sostenere un traffico pesante di tale portata. Carreggiata stretta, tratti dissestati, avvallamenti e zone soggette a possibili fenomeni di instabilità rappresentano elementi che incidono direttamente sulla sicurezza stradale. Una condizione che, alla luce dei volumi di traffico e delle criticità segnalate, impone verifiche approfondite e soprattutto interventi tempestivi. Ma la questione non nasce oggi. Già nel marzo 2018, Regione, Provincia, Sindaci, Prefettura e rappresentanti dell’azienda interessata si erano riuniti per affrontare «le problematiche correlate al pericolo per la circolazione sulla strada provinciale n. 21 Longano-Castelpizzuto, stante le condizioni di dissesto stradale riguardanti il predetto manufatto». In quell’occasione, il Prefetto informò la Regione, che stanziò un contributo di 400.000 euro per lavori urgenti di ripristino delle situazioni a maggior rischio. Tuttavia, era chiaro fin da allora che quella somma non sarebbe stata sufficiente a risolvere in modo strutturale la problematica. Le misure adottate – come il senso unico alternato istituito dalla Provincia per mitigare i rischi – hanno rappresentato soluzioni temporanee, non risolutive. Lo stesso Presidente dell’epoca ammise che non vi erano risorse ulteriori oltre a quelle regionali. A ciò si aggiunge che un dirigente provinciale evidenziò che «negli ultimi dieci anni la strada non è stata oggetto di manutenzione ordinaria o straordinaria, e che, anche a causa della carenza di personale, si è intervenuti esclusivamente per tamponare le emergenze.» Una situazione che, di fatto, ha determinato un progressivo aggravarsi delle condizioni dell’arteria. Nel frattempo, il Comune di Longano aveva redatto un progetto da 1.500.000 euro per gli interventi più necessari e, con deliberazione del 2 febbraio 2015, aveva richiesto alla Provincia l’autorizzazione a intervenire direttamente, facendosi carico delle spese almeno per la manutenzione ordinaria. Il riscontro arrivò solo dopo due anni. Il Sindaco si preoccupò di richiedere all’allora Assessore Regionale alle Attività Produttive una integrazione alla somma già promessa dalla Regione, anche se, doveva essere verificata la possibilità di «coniugare concretamente le due suddette possibilità di finanziamento, poiché imputabili a due capitoli di spesa diversi (politiche dello sviluppo economico e lavori pubblici), in presenza di tempi ridotti determinati dall’imminenza della conclusione della legislatura regionale. Mha! Al di la di ciò, c’era anche la necessità che la Provincia adottasse e presentasse alla Regione con la massima celerità, la documentazione progettuale necessaria per gli interventi da porre in essere: «con somma urgenza e l’individuazione dei tratti interessati ai lavori urgenti da effettuare per garantire la sicurezza nella circolazione stradale oltre all’incolumità pubblica e privata. Oggi, ricapitolando, esisterebbero 400.000 euro stanziati dalla Regione; un progetto comunale significativo già predisposto; richieste formali di integrazione dei fondi e alla luce di tutto questo, si parla, ancora, di una criticità improvvisa o imprevista? La situazione è nota da anni, documentata e oggetto di tavoli istituzionali. Proprio per questo motivo diventa imprescindibile un’accelerazione concreta delle procedure, da parte di tutte le istituzioni interessate. La sicurezza stradale, quella delle persone, non può restare affidata a interventi tampone o a promesse di futura programmazione. Occorre agire al più presto, con interventi strutturali e coordinati, per evitare che una condizione di rischio conosciuta si trasformi in un evento irreparabile.





























