Con senso di responsabilità e rispetto per la figura istituzionale, siamo nostro malgrado di nuovo costretti ad intervenire sulle dichiarazioni rese dalla Consigliera regionale della Lega Aida Romagnuolo, secondo la quale le note vicende di discussione in merito ai migranti, avrebbe risvegliato finalmente anche la CGIL che, a suo dire, è stata poco attenta al mondo del lavoro in passato.

A tal proposito, fermo restando quanto già esposto nel precedente comunicato sul tema solidarietà ed immigrazione, la CGIL Molise invita la consigliera Romagnuolo, che a quanto pare non ha seguito il dibattito politico degli ultimi anni, a rileggersi i documenti presenti nelle varie commissioni, a ricontrollare le dichiarazioni, gli interventi, le azione di sciopero o le azioni di presidio, nonché le iniziative pubbliche o i presidi innanzi alla Giunta e al Consiglio regionale, presso il Ministero del Lavoro, a sostegno delle tante vertenze che questo territorio vive da molto tempo e che la politica non ha mai affrontato e risolto. Forse a qualcuno piacerebbe un sindacato che sia di parte e che sia prono al Governo nazionale di turno, quel sindacato non è la CGIL.

Qualora la ricerca dei documenti in Consiglio regionale fosse infruttuosa, siamo disponibili noi stessi a fornire tutto il materiale e le proposte avanzate dalla CGIL nella precedente legislatura sulle tante vertenze aperte. Il compito di chi governa, a tutti i livelli, non è enunciare i temi e i problemi ma affrontarli e risolverli. È troppo facile limitarsi a parlare alla pancia delle persone mettendo gli ultimi contro i penultimi in una competizione senza via di uscita, piuttosto che agire costruttivamente in ogni sede.

È del tutto evidente, infatti, che ad oggi, da una parte del Governo, la discussione non è certo su come occuparsi della povertà dilagante in Italia e nel Molise, pur conoscendo i dati spaventosi che parlano di migliaia di famiglie che versano in condizioni di povertà assoluta. Non ci si interroga affatto sul cosa fare, soprattutto al Sud, per evitare questo fenomeno migratorio, già in atto da anni, di giovani italiani e molisani verso altri Paesi Europei.

Non si pensa a cosa fare per i tanti cittadini in cerca di una prima occupazione. Non si discute certo di politiche sociali ed inclusive che consentano a chi rimane in queste terre, in particolar modo nelle aree interne, di vivere dignitosamente attraverso servizi pubblici di qualità come la sanità pubblica, il trasporto, l’istruzione, la messa in sicurezza del territorio e il lavoro.

Così come non si discute di processi di investimenti che tutelino e ricollochino gli ex lavoratori delle aziende chiuse o in crisi, a partire da quelle partecipate al 100% dalla Regione. Non ci si preoccupa di proporre azioni sulle politiche attive e passive, né tantomeno si riflette sulla problematica degli ammortizzatori sociali in scadenza per molte azienda o già scaduti, delle iniquità fiscali che , stando all’annunciata realizzazione della “ FLAT TAX” rischiano di favorire ancor di più i ricchi a scapito dei più poveri.

E il silenzio più totale vige anche sulla questione degli ex lavoratori in mobilità in deroga e delle arre di crisi. Sembra che l’unico problema dell’Italia e del Molise siano gli immigrati, e non la nostra incapacità di programmazione e investimenti proficui, o la presenza del malaffare, della corruzione, dell’incapacità di dare ai nostri figli un futuro nella loro Terra.

Per la CGIL Molise le priorità sono e restano quelle già ampiamente riportate in ogni sede e riassumibili in: azioni concrete per il lavoro e i suoi diritti, lotta alla povertà, diritti sociali per ogni cittadino e un piano regionale per lo sviluppo. Riteniamo fondamentale superare il prima possibile questo clima di perenne campagna elettorale e passare urgentemente ad una discussione di merito sulle emergenze sociali e territoriali in atto più volte ribadite.

Emergenze che richiedono, questo sì, un RISVEGLIO di chi oggi siede in consiglio regionale e che è stato eletto ed è remunerato per dare risposte pratiche alle tante necessità del Molise e dei molisani.

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