di Redazione
Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il via libera definitivo alla proroga dello split payment, autorizzando l’Italia a mantenere il meccanismo fino al 30 giugno 2029. La decisione è contenuta nella Decisione di esecuzione (UE) 2026/1728 del 10 luglio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 15 luglio 2026, che estende di ulteriori tre anni l’applicazione della misura speciale in materia di IVA. L’autorizzazione produce effetti dalla data di notifica, ma il provvedimento stabilisce che la proroga operi con decorrenza dal 1° luglio 2026, assicurando così la piena continuità del regime rispetto alla precedente scadenza. In questo modo viene evitato qualsiasi vuoto normativo e le amministrazioni pubbliche, gli enti interessati e i loro fornitori potranno continuare ad applicare le stesse regole già in vigore. Lo split payment, disciplinato dall’articolo 17-ter del D.P.R. n. 633/1972, prevede che l’IVA indicata in fattura non venga incassata dal fornitore, ma sia versata direttamente all’Erario dall’ente pubblico o dal soggetto destinatario dell’operazione. Si tratta di una misura derogatoria rispetto alle ordinarie disposizioni europee in materia di IVA, introdotta per rafforzare il contrasto all’evasione fiscale e alle frodi nel settore degli appalti e delle forniture pubbliche. La richiesta avanzata dall’Italia puntava a un’estensione dell’autorizzazione fino al 31 dicembre 2029. Il Consiglio UE ha invece ritenuto opportuno concedere una proroga fino al 30 giugno 2029, confermando comunque la validità dello strumento e riconoscendone l’efficacia nel ridurre il rischio di evasione dell’imposta. Contestualmente è stato aggiornato anche il calendario degli adempimenti previsti nei confronti della Commissione europea: l’Italia dovrà presentare entro il 30 settembre 2027 una relazione contenente i risultati ottenuti grazie allo split payment, con particolare riferimento all’efficacia della misura e ai tempi di rimborso dell’IVA ai contribuenti interessati. Per imprese e professionisti che operano con la Pubblica amministrazione non cambia quindi nulla sul piano operativo. Dal 1° luglio 2026 il meccanismo continua ad applicarsi senza interruzioni, garantendo certezza normativa e continuità nelle procedure di fatturazione e versamento dell’imposta. La decisione europea rappresenta dunque un tassello importante nella strategia italiana di contrasto all’evasione IVA, confermando la possibilità di mantenere uno strumento ritenuto ancora efficace in attesa di una più ampia revisione del sistema fiscale europeo.





























