Così il dirigente amministrativo ospedaliero Mario Giannini, componente del Comitato SS Rosario
Una volta era il rassicurante ospedale civile di zona. Scriviamo del SS Rosario di Venafro. Era efficientissimo, aveva un’affluenza continuativa anche extraregionale, era l’unico ospedale pubblico regionale coi conti in attivo e tale da apportare preziose risorse economiche extraregionali alle asfittiche casse della sanità pubblica molisana. Disponeva di servizi e professionalità d‘eccellenza ed “incassava” di continuo la soddisfazione dei residenti del mandamento venafrano (qualcosa come 30mila e passa molisani), risultando essenziale e prezioso alla collettività dell’estremo Molise occidentale e, come scritto in precedenza, alle aree extraregionali dell’alto Casertano e del Basso Lazio, nonché agli abruzzesi dell’ovest. SS Rosario venafrano cioè prezioso, utilissimo e come tale gradito alla massa, prima che lo si trasformasse in “Ospedale di Comunità” (!?!), spogliandolo praticamente di tutto ! Cosa resta oggi al SS Rosario ? Appena la fisiatria e l’UDI, l’unità di degenza infermieristica ! Il resto, tutto cancellato e soppresso! Niente sanità d’emergenza, niente pronto soccorso, niente sale chirurgiche, niente laboratori, niente unità di degenza.

Niente sanitari ! E al pomeriggio, dopo la mattinata lavorativa degli ambulatori, il SS Rosario ripiomba inesorabilmente nel deserto più assoluto, addirittura tale da incutere timore avvicinandosi le ombre della sera ! “E purtroppo la spoliazione prosegue giorno dopo giorno, inarrestabile, -spiega il dr. Mario Giannini, dirigente amministrativo della sanità pubblica molisana e componente del Comitato Pro SS Rosario- senza che si faccia alcunché per il rilancio funzionale del complesso di via Colonia Giulia a Venafro. Si sopprime al SS Rosario e pari pari si trasferisce al Veneziale di Isernia, oltretutto impossibilitato per carenze strutturali e di organico a fronteggiare la domanda di prestazioni medico/sanitarie cresciuta conseguentemente a dismisura una volta “chiuso” il Ss Rosario, senza avere i requisiti per rispondervi adeguatamente. Ne consegue che se Venafro piange, Isernia non ride !”.

Le responsabilità ? “Di non aver saputo rappresentare nelle sedi opportune e nei tempi giusti -aggiunge il componente del Comitato SS Rosario- le necessità reali di questa area territoriale del Molise dell’ovest. Oggi infatti ci ritroviamo con un SS Rosario ridotto decisamente all’osso e il suo impoverimento funzionale prosegue inarrestabile. Quotidianamente lottiamo perché non si continui ad indebolire e svuotare il SS Rosario ma, mancando chi difenda realmente il territorio venafrano, siamo sempre più soccombenti, con ovvii pericoli e conseguenze per la salute di quanti vivono nell’estremo ovest del Molise”. Come Comitato Pro SS Rosario cosa pensate di fare, data la situazione decisamente delicata circa la salvaguardia della salute popolare ? “Ovviamente non molleremo -aggiunge l’interlocutore- e continueremo a rappresentare nelle sedi opportune le effettive necessità del mandamento venafrano relativamente ad una sanità pubblica di piena efficienza e tale da rasserenare la collettività residente. Ma c’è bisogno in parallelo dell’impegno serio, fattivo e responsabile di tant’altri perché il molisano dell’ovest torni a fruire di un’assistenza medico/sanitaria ospedaliera assolutamente garante ed efficiente”. Se non è questo un grido d’aiuto, come altro lo si vuole definire ?






























