di Redazione
A partire dal 1° settembre 2025, la comunità di Termoli si trova di fronte a una delle sfide più dure della sua storia recente: l’attivazione di 1.823 Contratti di Solidarietà nello stabilimento Stellantis segna non solo una grave crisi occupazionale, ma soprattutto il simbolo tangibile del fallimento delle politiche industriali di tutti i livelli istituzionali. Questa non è soltanto una vertenza sindacale: è una ferita profonda al tessuto sociale, economico e umano del nostro territorio. Un appello forte, chiaro, diretto del Gruppo territoriale M5S di Termoli“. « Dal 1° settembre 2025, entrano in vigore 1.823 Contratti di Solidarietà nello stabilimento Stellantis di Termoli, una misura che rappresenta l’anticamera di altrettanti esuberi e che trasforma Termoli nello spaccato più significativo del fallimento delle politiche industriali del Governo, a tutti i livelli istituzionali. Una situazione che, è inutile negarlo, fa temere il peggio per il futuro produttivo e occupazionale di tutta la regione – denunciano dal Gruppo territoriale M5S di Termoli – Da decenni, lo stabilimento ex Fiat è la colonna portante dell’economia locale e regionale, un simbolo di crescita e prosperità che ha garantito lavoro a migliaia di famiglie e ha frenato lo spopolamento dell’area: il nostro passato, il nostro presente e doveva essere il futuro del Molise e d’Italia con la tanto promessa Gigafactory.
Mai la realtà è stata tanto distante dalle promesse elettorali: non solo la Gigafactory non si farà ma stiamo assistendo a una progressiva delocalizzazione dello stabilimento in toto, indotto compreso. Duemila famiglie a rischio: da oggi partono infatti serie riduzioni in busta paga per tutti i lavoratori in regime di Contratto di Solidarietà. L’attuale dismissione delle attività produttive, unita al fallimento di questo piano, espone la città e l’intero indotto a un rischio di collasso economico e sociale senza precedenti.
Il silenzio della politica e delle istituzioni locali è assordante – denunciano ancora il M5S di Termoli – la nostra comunità sta affrontando una crisi epocale e la mancanza di una presa di posizione da parte del Sindaco e della ‘filiera istituzionale’, il caposaldo, il principio base della sua stessa campagna elettorale, crea un senso di abbandono e tradimento. È indispensabile che il primo cittadino e le figure di rappresentanza politica si facciano portavoce delle istanze dei lavoratori e delle loro famiglie, chiedendo risposte chiare e azioni concrete al Governo e ai vertici di Stellantis.
Finora, la filiera l’abbiamo vista solo alle inaugurazioni di istituti di credito. Mai davanti ai cancelli con i lavoratori molisani. Nel silenzio più totale. Nell’imbarazzo, nell’incapacità di parlare, apparire, metterci un minimo di faccia. Eppure, è la nostra gente, è la nostra storia economica. Lavoratori traditi e abbandonati. Tutti ne parlano, in tutta Italia, ma il primo cittadino resta in silenzio.
Prima delle istituzioni c’è la dignità tra uomini, la rappresentanza di una comunità che esiste anche grazie all’ex FIAT. La comunità che quelle istituzioni rappresentano sta collassando: da qui il nostro appello forte e chiaro. Sindaco, fai qualcosa.
Come M5S Termoli siamo vicino agli operai, ai sindacati, alle famiglie, alla nostra gente. Ma non ci fermiamo: la vicinanza non basta. Ci attiviamo davvero, con i nostri mezzi, con la nostra filiera istituzionale. Bisogna attivare tutti i canali possibili per provare a cambiare rotta, a partire dalla Regione.»






























