di Redazione

Dal 24 al 26 settembre l’evento che mette al centro le pellicole internazionali incentrate sugli eventi storici

Non è un luogo casuale il comune di San Pietro Infine. Non lo è perché fu devastato da una delle battaglie combattute nell’arco della Seconda Guerra Mondiale. Non lo è perché alla fine degli anni ’50 Mario Monicelli vi girò alcune scene di uno dei suoi capolavori. È un paese speciale, pronto ad ospitare la prima edizione del San Pietro Infine Film Festival (SPIFF), la rassegna cinematografica competitiva dedicata a documentari e cortometraggi di finzione che esplorano i temi della memoria storica.

Noto come la “Pompei del ‘900” e arroccato sulle pendici del Monte Sambucaro, dove l’alto casertano lascia il posto alla Valle del Liri, San Pietro Infine si prepara ad accogliere un evento dal sapore di arte e di ricordi. Attraverso la selezione di più di 40 opere provenienti da tutto il mondo (oltre che dall’Italia, tra gli altri, da Stati Uniti, Paesi Bassi, Slovenia, Francia. Spagna, Cipro, Finlandia, Burkina Faso, Bangladesh), da cui sono scaturiti i 9 film finalisti, il Festival promuove una riflessione critica sul passato e stimola il dialogo tra le generazioni, per trasformare il ricordo della guerra in un impegno di pace, in un momento storico segnato da tensioni e conflitti che stanno tenendo con il fiato sospeso il mondo intero. Il concorso durerà inizierà il 24 settembre e durerà fino al 26.

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La rassegna è stata presentata questa mattina, negli storici saloni del Gran Caffè Gambrinus di Napoli, alla presenza del Consigliere delegato della Città Metropolitana di Napoli, Domenico Marrazzo, del Sindaco del Comune casertano, Antonio Vacca, del direttore artistico, Luca Gianfrancesco, del patron della società di produzione Ines Srl, organizzatrice dell’evento, Fabrizio Matarazzo, e dell’attore Arturo Sepe, componente della Giuria Tecnica, nel corso di una conferenza stampa moderata dal promotore culturale Antonio Ramaglia.

SPIFF si inserisce nell’ambito del programma di promozione del territorio e di rivalutazione della memoria storica sostenuto dalla Regione «e si svolgerà – ha sottolineato il Consigliere metropolitano Marrazzo – in un contesto di eccezionale valore simbolico, storico e culturale, immediatamente prima delle celebrazioni delle Quattro Giornate di Napoli: per questo motivo intendiamo accompagnarla, insieme con la Regione, nella sua realizzazione, in un fil rouge di testimonianza e memoria».

La Rassegna prende le mosse da un’iniziativa del Comune di San Pietro Infine. «È una tappa – ha evidenziato il Sindaco Vacca – del percorso di valorizzazione, tutela e diffusione della memoria storica che stiamo portando avanti attraverso tante attività culturali e di ricerca. Purtroppo oggi di guerra non possiamo parlare solo al passato, ma al presente: l’obiettivo è che, grazie alla diffusione di queste tematiche tra i giovani, questo termine non possa più coniugarsi al futuro».

Il festival

«Abbiamo ricevuto tanti lavori, da tutto il mondo: storie di guerra, di memoria, di uomini e donne, storie che attraversano il tempo. Saranno tre giorni di riflessione e confronto. E poi ci saranno il pubblico, le piazze: la memoria che torna a vivere», ha spiegato Gianfrancesco.

L’organizzazione – che vede anche la figura del direttore tecnico, Alfonso Ciccarelli, e dei responsabili della logistica e della comunicazione, rispettivamente Massimiliano Giordano ed Emanuela Leone – ha articolato la competizione in tre sezioni: documentario italiano, documentario straniero e cortometraggio.

I premi previsti per i quattro film finalisti sono: miglior documentario (Premio John Huston), migliore ricerca d’archivio e delle fonti audiovisive (Premio Giuseppe Capobianco), miglior montaggio (Premio Carlo Rambaldi), migliore fotografia (Premio Robert Capa) e miglior film straniero (Premio Frederick Wiseman). Premio anche al miglior corto e menzioni speciali.

La Giuria tecnica è presieduta da Fabio Toncelli, autore, sceneggiatore e regista, una lunga esperienza nel documentario storico e di esplorazione (i suoi lavori trasmessi da RAI, National Geographic, History Channel, etc.), oggi docente di Sceneggiatura del documentario alla LUISS Business School, cui si affiancano il consulente filosofico Lucio Di Nocera, il fotografo e visual artist Massimo Pastore, l’attore Arturo Sepe (tra gli altri, Gomorra – La Serie, Elisa di Rivombrosa, Un Medico in Famiglia, Distretto di Polizia, Manuale d’Amore), i ricercatori Andrea Branchi e Mauro Lottici, e l’architetto e docente universitario Gianluca Vitagliano.

Per le sezioni “Documentario Italiano” e “Documentario Straniero” il festival ha accettato film prodotti tra il 1° gennaio 2021 ed il 2026. Per la sezione “Cortometraggio”, invece, non sono stati posti vincoli temporali. La partecipazione è stata aperta a registi, produttori indipendenti e televisivi, distributori ed enti cinematografici nazionali e internazionali.

Le proiezioni dei 4 film-documentari, del corto e del Miglior Film Straniero in concorso si terranno nella centralissima piazza San Nicola e nella chiesa di San Michele Arcangelo che, ubicata fra le rovine del Parco della Memoria Storica, è essa stessa un monumento alla storia di San Pietro Infine.

La cerimonia di premiazione si terrà, la sera di sabato 26 settembre, in piazza San Nicola.
Sono previste attività collaterali al Festival, fra queste, la visita ai musei del territorio dedicati alla Seconda Guerra Mondiale.

I quattro documentari italiani e i quattro corti sono stati preselezionati dal comitato scientifico. I vincitori nella sezione “documentario italiano” saranno ora scelti dalla Giuria tecnica; il vincitore nella categoria “cortometraggio” sarà decretato da una giuria composta dagli studenti delle scuole medie e superiori del territorio, mentre una speciale commissione nominata dal comitato scientifico sceglierà il miglior “documentario straniero”.

«È un lavoro molto stimolante – ha raccontato Sepe in conferenza – sono tutte opere di ottimo livello e non sarà facile scegliere.

 

 

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