I tempi cambiano non c’è che dire. Spesso però in peggio e quanto segue purtroppo ne è la conferma. Una volta, diciamo venti/trent’anni orsono, gli italiani erano (quasi) tutti impegnati in una corsa a perdifiato.

Si andava alla ricerca del posto fisso, della più classica delle scrivanie, non importa se nella stanza in fondo al corridoio dove di solito erano parcheggiati in splendida tranquillità e solitudine capi e dirigenti con più telefoni neri o beige sulla scrivania o lungo lo stesso corridoio ministeriale o di tal altro ufficio pubblico dove invece stavano seduti, pardon lavoravano … impiegati, uscieri e addetti vari.

Una corsa di tanti, un precipitarsi a perdifiato per agguantare l’agognatissimo impiego pubblico col quale “sistemarsi per tutta la vita” (espressione tipica dei decenni trascorsi) e preparare poi il terreno per operazione simile futura per figli, generi, nuore, nipoti e addirittura per i pronipoti, se il Padre Eterno era benevolo per la lunga vita ! Erano gli anni felicissimi e fortunati del boom economico che tanti problemi risolveva ed appianava, con buona pace e soddisfazione della massa, o meglio di quanti ne fruivano.

Oggi, inizio terzo millennio, lo scenario è tutt’altro. Scrivanie, corridoi, stanze riservate, posto fisso, programmi futuri per famiglia e discendenza ect. sono solo un bel ricordo, ma la corsa a perdifiato non è affatto terminata, anzi prosegue ancora più intensa perché in fondo ad essa c’è un malloppo, un gruzzolo decisamente più consistente rispetto a quello più modesto e contenuto rappresentato dalla pur sempre ambitissima scrivania degli anni ‘60/’70, ossia dal posto fisso del recente passato.

Al giorno d’oggi infatti si corre in tanti alla ricerca spasmodica, addirittura facendolo in … apnea per non perdere tempo a respirare e sciupare così la più piccola delle occasioni, si corre alla ricerca spasmodica – si diceva- dell’ambitisssimo e ricercatissimo extracomunitario da alloggiare, meglio da “ficcare” in qualche immobile di proprietà, non solo con l’identica finalità -guarda caso- dello storico posto fisso degli decenni trascorsi, ossia “sistemarsi per tutta la vita”, ma per concretizzare finanziariamente tant’altro ancora, non importa se a scapito di tutti gli altri !

Senso umanitario, aiuto al prossimo, predisposizione verso gli altri, soccorso a chi chiede aiuto, mani protese verso i bisognosi, civiltà, accoglienza, progresso o cos’altro in siffatta rincorsa alla ricerca senza freni dell’extracomunitario da alloggiare in beni di proprietà ? Assolutamente niente di tutto questo ! Solo il disegno, ed eccoci al replay seppure sotto ben differenti aspetti del “sistemarsi per tutta la vita”, di mettersi in casa lo straniero visto che l’extracomunitario frutta la bellezza di 40 (quaranta) euro al giorno, cifra tale da garantire tanto ed all’infinito a se stessi, alla propria famiglia ed alla discendenza futura !

Ecco perché, nonostante le prossime Olimpiadi siano ancora lontane, tanti corrono oggi giorno a perdifiato, presentando istanze e domande affinché dalle Prefetture arrivi l’agognatissimo ed assai fruttuoso “visto” all’accoglienza dell’extracomunitario nella propria seconda casa di campagna, nell’appartamento condominiale, nella villetta disabitata perché si risiede all’estero per lavoro o nel “basso” a pianterreno chiuso da tempo perché non si riesce a fittare, immobili che d’incanto fruttano una fortuna grazie al prezioso extracomunitario. E tanta è la ressa di domande in Prefettura o Uffici di Governo che addirittura ci vorrebbero … più extracomunitari per accontentare tutti i proprietari di immobili offerti in locazione !

Se cioè un tempo ci si accontentava e si viveva tranquilli, con tanta più modestia e senza arrecare problemi a tutti gli altri col posto fisso degli anni ‘60/’70 – metodo comunque anch’esso opinabile in quanto riservato a pochi privilegiati e raccomandati- oggi pur di riempire le proprie tasche a josa ci si infischia delle possibili conseguenze future di siffatta accoglienza sempre, comunque e a 360° che, proprio in quanto senza regole e priva di certi e chiari programmi futuri, ha in se inevitabilmente il germe, il presupposto per problemi e conseguenze a breve, medio e lungo termine, come purtroppo le cronache nazionali – e non solo nazionali … – già confermano.

L’importante è accogliere, perché l’accoglienza frutta e come frutta ! E’ questo oggi il diktat di molti, che non si fermano dinanzi a niente. Ed allora l’interrogativo conclusivo : meglio il posto fisso degli anni ‘60/’70 o l’extracomunitario del terzo millennio ? La risposta la dia chi legge.

Tonino Atella

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