di Tonino Atella
Dal “capo del corso”, al “chiazziere”, al “tramentista”, al “tuttologo”, tutta gente unica e simpaticissima.
Le città ? Belle per la gran parte. E in quanto tali affollate e raggiunte continuamente da tanti per fruire della preziosa offerta in termini di cultura, arte, storia e via dicendo. I centri più piccoli ? Non sono affatto da meno in quanto a socializzazione e presenze umane particolari e tipiche che tanto divertono e coinvolgono. Prediamo proprio uno dei centri minori molisani, Venafro, per dire della ricchezza socio/umanitaria in loco con personaggi che nel corso degli anni hanno fatto e continuano a fare, a modo loro, la storia della cittadina. Partiamo dai decenni trascorsi. “C’era una volta a Venafro …”, no, non è l’inizio di una favola, di un fatto inventato, bensì il fedele resoconto di quanto avveniva realmente un tempo al centro cittadino, ossia sul centrale Corso Campano. In illo tempore c’era … “Il Capo del Corso”, simpaticissimo giovane da tutti riconosciuto tale ed al quale si rivolgevano coetanei ambosessi per informazioni e “dritte” di tutti i tipi. Veniva chiamato e salutato regolarmente come “Capo” e lui, ligio al proprio ruolo, si comportava di conseguenza, cioè “da capo”, distribuendo saluti e direttive a destra e a manca. Nel corso degli anni ci furono più “Capi del Corso”, con siffatto simpatico ruolo che veniva rinnovato ogni anno il primo aprile, con tanto di … goliardica cerimonia d’investitura in un bar del centro della città, innaffiando la cerimonia di nomina ed investitura con brindisi, applausi, sorrisi e bollicine ! Non mancava il documento di rito, redatto seduta stante, letto ad alta voce ai presenti e salutato da fragorosi consensi. Dopodiché partiva l’annualità … di servizio del neo “Capo” ! Da siffatto “Capo del Corso” ai “Chiazzieri” o “Tramentisti” il passo fu breve, anzi brevissimo ! Presero consistenza, e quindi specifico ruolo … sociale sia al centro cittadino che altrove sempre a Venafro, altri personaggi : coloro cioè che stavano sempre “sul pezzo”, sapevano e conoscevano “vita, morte e miracoli” di ciascun compaesano, vivendo continuamente in strada. Non sfuggiva nulla a siffatti simpaticissimi personaggi di fatti e situazioni locali e, se si aveva bisogno di sapere e di informazioni di ogni tipo, ci si rivolgeva sistematicamente al “chiazziere” di turno per apprendere quanto necessario. E “il chiazziere” non deludeva affatto, fornendo notizie di tutto e di più ! Quindi … i “tramentisti”, termine coniato simpaticamente dal dialetto venafrano. Persone che, restando giornate intere in strada e sulle piazze, impiegavano il tempo a “ trament “, a guardare quanto avveniva sotto i loro occhi, dal che … “i tramentisti”. A siffatti signori non sfuggiva nulla della vita di paese, osservavano di tutto ed ovviamente sapevano e riferivano ogni cosa dell’abitato ! Un libro aperto, il loro, grazie ad occhi h 24 a “trament”, ad osservare, a farsi … i fatti altrui ! E finalmente, venendo all’oggi, “il tuttologo” ! La persona cioè che sa di tutto, al quale non sfugge alcunché e che distribuisce simpaticamente consigli, informazioni e quant’altro a 360°, non disdegnando addirittura campi professionali specifici ! Il tizio che ricopre attualmente ed in maniera simpatica tale particolarissimo ruolo sociale è lavoratore, marito, padre di famiglia e nonno, al quale se vi rivolgete per avere informazioni su quanto accade a Venafro ma anche su problemi di salute, affari di economia, collegamenti ferroviari, viabilità, manutenzione auto, orologi di prestigio, calcio balilla e via discorrendo, ossia su questioni di vario tipo e tenore, vi sbalordirà per quanto saprà dirvi, informandovi di tutto e di più, soddisfacendo ogni vostro interrogativo e risolvendo qualsiasi dubbio o incertezza che vi assale ! Il classico “tuttologo” di paese a tutto tondo, simpaticamente convinto del proprio ruolo sociale e che risponde a chicchessia con un largo sorriso stampato sul volto ! “Modestamente ho risolto anche situazioni delicate …”, afferma convinto il nostro e giù la sua schietta risata ! Ed allora la domanda conclusiva : preferite la città, grande, importante e ricca d’arte ma asettica e povera in quanto a rapporti interpersonali, o Venafro, piccola quanto si vuole, dall’offerta culturale anche contenuta, ma dotata di tanta ed assai particolare e simpaticissima umanità ? Riflettete gente, riflettete …






























