di T.A.
TOTO’ NEL CENTRO STORICO DI VENAFRO E NEI RICORDI DI TUTTI
I venafrani ricordano e non dimenticano affatto. Sono trascorsi 68 anni dalla sua presenza a Venafro, ma per tanti è come se fosse ieri e il personaggio di cui si dirà fosse sempre lì, ossia nei punti nevralgici della Venafro antica come il Capo Croce, il Canale, Porta Nuova, via Cristo, il vicolo degli zingari, in piazza Castello e ovunque le macchine per le riprese cinematografiche immortalarono i suoi gesti e le esilaranti interpretazioni che ne fecero poi a ragione IL PRINCIPE DELLE RISATE. Si sarà abbondantemente capito che stiamo scrivendo del PRINCIPE ANTONIO DE CURTIS, in arte TOTO’ (1898/1967), che da fine 1956 ad inizio 1957 stette a Venafro per girare assieme a Fernandel “LA LEGGE E’ LEGGE” per la regia del francese Cristian Jaques e con altri attori importanti dell’epoca tra cui Nino Besozzi. Ciak cinematografici che fecero -non è esagerato affermarlo- la storia sociale ed umana di Venafro nel secondo dopoguerra. Un intero paese -tanto era Venafro nel ‘56/’57- piacevolmente coinvolto per mesi nei ciak quotidiani che tanto presero uomini e donne, adulti e anziani, giovani e fanciulli venafrani che ancora oggi, a distanza di 68 anni da allora, c’è chi parla volentieri di TOTO’, FERNANDEL, della “LEGGE E’ LEGGE”, di CRISTIAN JAQUES, di NINO BESOZZI e del piacere allora come adesso di “avere” tali personaggi per le strade, i rioni e le piazze di paese. Ne è dimostrazione la mega foto a colori di un sorridente e simpaticissimo TOTO’ attaccata all’esterno dell’abitazione del PRINCIPE DELLA RISATA nella finzione cinematografica in Via Cristo, a due passi dalla chiesa omonima. Una testimonianza di quanto i venafrani continuino a ricordare senza averlo affatto dimenticato ad oltre mezzo secolo di distanza il grande ed inarrivabile TOTO’. Volete ammirare quanto appena scritto, ossia la mega foto a colori che lo ritrae ? Facilissimo farlo ! Basta incamminarsi nella Venafro Antica, salendo da piazza Garibaldi per la Via di Cristo o raggiungendo la predetta strada dal rione Mercato o ancora scendendo da piazza Castello Pandone, non a caso ribattezzata piazza TOTO’. La casa di TOTO’ nella finzione cinematografica ? Assolutamente modesta, la classica casetta di paese del tempo. Dieci scalini esterni, piccolo ballatoio antistante la porticina d’ingresso e all’interno due vani alquanto angusti : il cucinino ed una camera da letto dalle ridotte dimensioni. E da tale “buco” abitativo entrava ed usciva TOTO’ recitando e divertendo mentre la camera di ripresa lo riprendeva. Ed oggi la sua mega foto a colori all’esterno continua a farlo piacevolmente ricordare.































