E turisti ed ospiti osservano e mugugnano
Un ennesimo motivo di contrarietà raccolto sulla bocca di turisti e visitatori che nel periodo girano per Venafro, come in tant’altre parti del Molise, per conoscere ed ammirare. Solo che altrove tali signore e signori, sia italiani che stranieri, restano soddisfatti ed ammirati per quanto la nostra regione offre loro in fatto di storia e testimonianze del passato. A Venafro invece tra tali forestieri si raccolgono giudizi tutt’altri ! “Ci siamo recati al Teatro Romano con annesse terme di S. Aniello alla periferia pedemontana ovest di Venafro -informa sconcertata una giovane coppia del centro Italia- ma abbiamo trovato tutto chiuso. Cancelli serrati, nessun addetto che ci facesse entrare ed impossibilità di accedere e visitare. Dall’esterno, aggrappati ai cancelli d’ingresso chiusi, abbiamo notato da lontano l’ampiezza dell’antico Teatro e soloimmaginato quanto vi avveniva un tempo, nonchè la bellezza dei resti delle terme. Abbiamo però anche osservato l’erba alta e la vegetazione spontanea all’interno della struttura, segno inequivocabile di abbandono, pochissima cura ed assenza assoluta di manutenzione del pur importante sito archeologico di S. Aniello. Un gran peccato, non c’è che dire ! Non è affatto così che si tengono i resti della nostra storia trascorsa !”. Avete avuto la possibilità di visitare altro a Venafro in quanto a testimonianze archeologiche ? “Data l’impossibilità di accedere al complesso di S. Aniello -aggiunge la coppia- abbiamo raggiunto la vicina area storico/archeologica nei pressi della Cattedrale per ammirare i resti venuti alla luce nel campetto sottostante, detto dai venafrani “di Don Sante” ricordando il sacerdote vissuto decenni orsono, ed oggi riservato ai gruppi scout. Scavi risalenti a decenni addietro che lasciarono emergere ricche testimonianze del passato, come abitazioni patrizie e templi del periodo dell’antica Roma a ribadire l’importanza socio/politica della provincia di Venafro ai tempi dell’Urbe. Da decenni però, abbiamo notato ed appreso dai venafrani residenti in loco, non si è mossa foglia in zona e tutto è rimasto incompleto ed abbandonato. Scavi ricoperti con strutture metalliche, mosaici e pavimenti protetti alla meglio con materiale apposito, lasciando però ogni cosa esposta agli agenti atmosferici di ogni tipo che ovviamente col tempo distruggono quanto nonconservato in maniera adeguata”. “Discorso identico -proseguono gli ospiti- per gli scavi all’esterno del vicino liceo classico “Giordano” di Venafro. Si avviarono scavi e lavori, in base a quanto appreso, per realizzare una struttura socio/sportiva polivalente a servizio sia della locale popolazione studentesca umanistica e sia della collettività venafrana, ma il rinvenimento di testimonianze storico/archeologiche bloccò ogni cosa, inducendo la Provincia di Isernia che aveva finanziato l’intervento a dirottare altrove la somma stanziata per l’istituto superiore venafrano. E da allora nulla più é stato fatto all’esterno del “Giordano”, producendo purtroppo due conseguenze negative enormi : costringere il liceo classico venafrano a restare privo di una struttura essenziale per la crescita dei giovani in cui praticare sport, teatro ed arte in genere e lasciare gli scavi esposti a sole, vento, pioggia ect senza alcuna prospettiva di ripresa e conclusione dell’intervento. Dimostrazioni chiare, queste, di relativa attenzione alla storia dei nostri padri !”. Dal che viene spontanea la domanda : ci si indirizzerà una volta per tutte versorecupero, valorizzazione e diffusione alla massa del ricco patrimonio storico/archeologico di Venafro perché tutti lo conoscano e lo apprezzino, risollevandolo finalmente dall’abbandono, dalla sottovalutazione e dall’incuria in cui da sempre continua ad essere tenuto? Se qualcuno dei “signori” vuole rispondere e rassicurare con dati alla mano …






























