di Redazione
Incontri decisivi, o almeno si spera, per le due vertenze lavorative.
Un presente di cassa integrazione, un futuro di dubbi e incertezze. per i lavoratori dell’ex Unilever di Pozzilli. La richiesta è quella di avere chiarimenti sul progetto di riconversione industriale e sulla cassa integrazione in deroga anche per l’anno 2025, visto lo slittamento dei tempi. Lo stabilimento è fermo da tre anni e il progetto di riciclo della plastica tarda ad avviarsi. Il principale nodo da sciogliere sembra essere legato al parere dell’Enea, l’agenzia nazionale per l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, sulle modifiche apportate dalla nuova proprietà alla parte riguardante la ricerca e l’innovazione del futuro impianto. Dall’incontro dello scorso 10 ottobre è emerso poco o niente se non la necessità e l’urgenza dell’ennesimo tavolo di confronto con i vertici Unilever. A entrare nel merito della questione il segretario regionale Cisal Antonio Martone che ha chiesto la presenza dei vertici Seri in quota P2P, Unilever nazionale e le RSA, assistite dalle organizzazioni sindacali regionali. “Tutto ciò non è una barzelletta – spiega il dirigente Cisal -, ma è la triste realtà dettata da una “particolare” riconversione dello stabilimento più produttivo e più redditivo che Unilever avesse in Europa. Mi preme sottolineare la grande professionalità dei lavoratori acquisita in circa 40 anni di attività che avevano consentito di raggiungere tutti gli obiettivi necessari per sopravvivere anche alla competitività tra stabilimenti appartenenti allo stesso gruppo Unilever, in Italia ed in Europa, in quanto a professionalità, flessibilità e qualità. E con un indotto che era cresciuto alla stessa maniera e che aveva anche investito importanti impegni economici per assecondare le esigenze necessarie per una multinazionale. Per quanto ci riguarda – prosegue Martone -, a questo punto, al di là dell’approvazione del progetto, ci sembra opportuno chiedere, come abbiamo chiesto, Unilever come pensa di gestire la situazione economica dei lavoratori per i prossimi due anni. Sono passati ormai tre anni dal fermo impianto produttivo di Pozzilli e il nuovo processo produttivo legato al progetto del riciclaggio della plastica non si avvia. Inoltre, sarebbe interessante capire anche la posizione della Regione Molise che è sempre stata pronta per finanziare la cassa integrazione in deroga, ma che non si è ancora pronunciata in maniera chiara ed inequivocabile sul Progetto di riconversione in atto. Ciò perché, al di là dell’approvazione del progetto entro il 31 ottobre prossimo, abbiamo ricordato al tavolo che anche se si approvasse il progetto entro ottobre comunque i lavoratori avrebbero bisogno di assistenza economica fino alla metà del 2026; infatti la ripartenza produttiva è stata sempre prevista dopo 18 mesi dall’ordine degli impianti. Anche il mio contatto precedente con i Vertici Unilever Italia non hanno chiarito fino in fondo la situazione; poiché tutti dicono che lavorano per l’approvazione del progetto, ma tutti confermano il problema che si verrebbe a creare dopo ottobre senza approvazione.” Dov’è la soluzione?






























