di Redazione

La Vice Presidente del Consiglio Regionale chiede “verità e risposte” ma lei la questione la conosce da tempo, da quando cioè era Sindaco e Presidente del Consorzio Industriale.

Sulla vertenza riconversione Unilever la posizione della Consigliera Regionale Passarelli è quantomeno ambigua. Si perché da ex Sindaco di Pozzilli e, soprattutto, da ex Presidente del Consorzio Industriale, si è data da fare perché arrivasse un risultato positivo sulla situazione più con le chiacchiere che coi fatti, visto che finora almeno, quelle chiacchiere sono rimaste solo promesse che le sono servite nella sua personale e vincente campagna elettorale. Non ce ne voglia né lei né nessuno degli attori politici-istituzionali che avrebbero già dovuto dirimere la questione, ma in questi ultimi tempi, collezionare figuracce, sembra essere diventato un vero e proprio trend. E non interessa se si sta, ancora una volta, parlando del futuro di centinaia di persone e di quello dei loro posti di lavoro. Al netto di quelle che sono le responsabilità di chi deve chiudere la pratica tecnico-amministrativa per la concessione dei contributi promessi, non si capisce perché la politica de “noiantri”, vuole sempre apparire e non riesce mai ad essere.
In realtà proprio il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Passarelli, a dicembre scorso aveva parlato delle problematiche di alcune aziende importanti, da lei stessa definite colossi della realtà produttiva locale, ma oggi come allora, i risultati sono ancora lontano da venire. Anche se la speranza di ognuno è quella che, invece, già domani la vertenza si sblocchi. Lei, a dicembre, appunto, parlava di contrastare lo spopolamento attraverso opportunità occupazionali, se c’è lavoro si riprende a vivere diceva. Quindi, in maniera perentoria aggiungeva che “è arrivato il momento di reagire e dire basta. La ripartenza produttiva della ex Unilever  potrebbe slittare alla primavera del 2025, quando Invitalia si deciderà a sbloccare l’accesso al finanziamento concesso dal Ministero?” Insomma basta chiacchiere è stato il suo messaggio.
Ma un po’ di tempo prima, a settembre scorso, lei era presente anche all’ incontro coi Sindacati, lo stesso che registra le dichiarazioni del Presidente Roberti che annunciava un immediato sollecito incontrando i Ministri interessati per far sì che l’iter non subisse ulteriori ritardi e per la necessaria tutela dei lavoratori dell’azienda in questa fase di transizione. Quindi la verità e le risposte chi la deve dire e chi le deve dare? Fatto sta che ad oggi la situazione è rimasta sempre la stessa, i Sindacati, i lavoratori con  le loro famiglie non stanno chiedendo la Luna, continuano a reclamare la giusta attenzione da parte di una classe politica dirigente regionale che deve darsi da fare e non soltanto a parole. Invitalia esiste anche in Molise, anche se non ci è dato sapere quale ruolo ha assunto o avrebbe potuto assumere nella vicenda in tutto questo tempo. Ma forse al Vice Presidente Passarelli qualcosa glielo avrebbero detto se lo avesse chiesto, allora come adesso, visto che  i lavoratori tornano a manifestare, e lo faranno sotto la sede del Consiglio Regionale. La Vice Presidente si è  domandata perché proprio li? Per non dire che stiamo parlando anche di una questione che nel momento in cui è stata affrontata sui tavoli ministeriali, inevitabilmente ha assunto un profilo politico, di tutto l’ arco parlamentare, sia chiaro; dunque chi e che cosa è stato fatto da chi, per risolvere, seriamente, una questione ormai annosa?  Diciamo che in tutto questo tempo la politica si è limitata a fare il compitino ma solo perché tirata per il bavero dai sindacati e dagli stessi lavoratori. E diciamo anche che ha fatto il solito scaricabarile, perché lo sappiamo tutti che Invitalia non finanzia la barca di soldi che aiuta la riconversione se non ci sono tutte le situazioni ben in ordine. Quindi, se i lavoratori vanno a protestare a Campobasso, una ragione c’è.  Perciò la Consigliera Passarelli la verità che chiede  ce l’ha sotto gli occhi, solo che non vuole vederla e le risposte che vuole sentirsi dire, dovrebbe darle lei ai lavoratori e per essi ai Sindacati visto che gliele vanno a chiedere direttamente a Campobasso. Ma, come si dice:  bisogna trovare necessariamente un colpevole, fa parte del gioco, della dialettica politica: attacco fintanto che mi invento come difendermi, e un colpevole è stato individuato proprio in Invitalia, che potrà anche avere le responsabilità delle lungaggini tecniche, burocratiche, ma non per questo, la politica locale è priva di colpe. È colpevole quanto se non più di Invitalia o dei Ministeri. Ora alla Consigliera Passarelli viene da chiedere se non si sia potuto fare qualcosa di altro più tangibile proprio da parte della Regione di cui è Vice Presidente del Consiglio. Il rammarico unico e dolente è sempre lo stesso: a pagare restano i più deboli, c’è poco da fare. Come si dice: amici, amici e poi ti fregano la bici… Basta chiacchiere, Consigliera Passarelli, lo ha detto lei, o no?

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