La notizia, diffusa un mese fa dalle pagine di “Futuro Molise” (https://ilfuturoquotidiano.it/usava-lauto-per-fini-personali-dipendente-comunale-accusata-di-truffa-e-peculato-la-procura-chiede-il-rinvio-a-giudizio/) , è stata confermata in questi giorni da una nota stampa della Questura di Isernia.
All’articolo seguì una diffida da parte del consigliere comunale nonché commissario della Comunità Montana ‘Cigno Valle Biferno’, ‘Trigno Medio Biferno’ e ‘Trigno Monte Mauro’, Giovancarmine Mancini. All’avvocato in questione si è rivolta il funzionario accusato di truffa e peculato ai danni del Comune, Caterina Tromba.
“Le presente in nome e per conto della nostra assistita, Dott.ssa Caterina Tromba, in relazione all’articolo dal titolo “Usava l’auto per fini personali, dipendente comunale accusata di truffa e peculato. La Procura richiede il rinvio a giudizio”, pubblicato on line sulla vostra testata il giorno 15.04.2022, per contenstarne il contenuto diffamatorio e per diffidarvi dal proseguire con l’attività lesiva del diritto all’immagine, al nome, alla dignità e alla riservatezza della nostra assistita, invitandovi a procedere con immediatezza alla rimozione del pezzo e del relativo link anche ai sensi del Regolamento U.E. 2016-679 art.17. Riteniamo gravissima la circostanza che la nostra assistita, in assenza di alcuna comunicazione notificata dall’Autorità Giudiziaria, abbia appreso dalla vostra testata per la prima volta del rinvio a giudizio a suo carico – circostanza abbastanza strana non fosse altro perché pare che proprio al Comune di Isernia si sia aperto anche un procedimento disciplinare alla stessa e per lo stesso motivo – e persino dell’udienza preliminare che sarebbe fissata per il prossimo 20 ottobre. La modalità pubblica, e a dir poco “inusuale”, con la quale la dott.sa Tromba è venuta a conoscenza della decisione della Procura procedente, oltre ad essere quantomeno illegittima, le ha provocato una reazione psicolopatologica da stress che ha richiesto il ricorso alle opportune cure mediche, il cui danno conseguente, che ci si riserva di quantificare, sarà fonte di richiesta di integrale risarcimento. Nel richiedere pertanto il nome di chi ha fornito tale notizia, allo stato riservata e sottoposta al segreto istruttorio, La invitiamo espressamente a rimuovere immediatamente l’articolo, in quanto lo stesso, così come pubblicato, persino con il nome per esteso della nostra assistita, presenta evidenti inesattezze, oltre che forme e contenuti palesemente diffamatori, che saranno in ogni caso portati all’attenzione della competente Procura della Repubblica”.
Nella speranza che la psicopatologia da stress sia presto risolta per la professionista in questione, è davvero inusuale e quanto mai improprio che un legale chieda ad una testata giornalistica la fonte delle notizie evidenziando che il fatto di cui si parla era più che noto agli stessi ambienti comunali.
Sorge dunque spontanea una domanda non all’avvocato Giovancarmine Mancini quanto al Giovancarmine (per gli amici) nel suo ruolo di consigliere di opposizione all’epoca dei fatti: non si era mai accorto dell’uso improprio dell’auto comunale da parte della funzionaria assistita oggi dallo stesso Mancini?






























