L’avv. Luigi Iosa con Stefano Barrese, numero due di Intesa Sanpaolo e Livio Gualerzi, responsabile finanziario della CEI
di Luigi Venditti
Il Giudice dell’Udienza  Preliminare del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota, a febbraio ha rinviato a giudizio 5 funzionari della Unicredit S.p.A., già Banca di Roma S.p.A., per usura bancaria in merito a condotte criminose poste in essere – per la locale Procura della Repubblica – dal 2010 al 2012. L’azione delittuosa in pregiudizio di un centro di riabilitazione “Progetto Amico di Meletti Ornella & c. snc “ e del suo institore Menna Fabio, è aggravata dal fatto di essere stata consumata in danno di due genitori, che per supplire la carenza di riabilitazione della Provincia di Latina agli inizi dell’anno 2000, si sono adoperati per permettere a bambini, come la loro figlia, di garantirsi una possibilità di migliorare la propria vita attraverso la riabilitazione. La  vicenda ha depauperato la capacità finanziaria aziendale, che al contrario poteva essere spesa nei confronti dei pazienti del centro. Un bel segno di civiltà e di altruismo. Il dibattimento inizierà il 23 gennaio 2023 davanti alla prima sezione penale del Tribunale Collegiale di Latina. La difesa delle persone offese è stata assunta dagli avvocati Alessandro Sammarco e Luigi Iosa, che sono subentrati al compianto collega Pietro Alotta, ex magistrato. Secondo l’avvocato Iosa, tra i massimi esperti in materia e responsabile dell’area penale della SOS Utenti aps, il quale ha trattato, quale difensore della persona offesa dal reato, uno dei primi casi di usura bancaria in Italia proprio in Molise nel 2005 (imputato il più importante banchiere dell’epoca, Gianpiero Fiorani), l’usura bancaria è un reato che si verifica quando i tassi di interesse applicati da un istituto di credito superano il Tasso Soglia Usura, trimestralmente rilevato da organi a tale compito preposti. Vediamo, a suo dire, quando esattamente si verifica e come è possibile difendersi. Quando un individuo ha la necessità di chiedere un prestito, il punto cruciale riguarda proprio gli interessi che vengono richiesti per l’operazione. Nel linguaggio comune viene definito “strozzino” il soggetto che presta dei soldi, chiedendo degli interessi troppo elevati. Si tratta di una condotta considerata piuttosto grave nel nostro ordinamento, punibile penalmente con la reclusione in carcere. Il comportamento, ad ogni modo, è ritenuto essere più grave se commesso da un istituto di credito, considerando che il suo scopo è proprio quello di fornire un servizio finanziario a chi ne ha bisogno. Per riuscire a difendersi nel modo corretto, è indispensabile comprendere cosa dice la legge in merito, per individuare situazioni che rientrano nella fattispecie del reato di usura bancaria. Come anticipato l’usura bancaria è considerata più severamente, dato che è realizzata da un istituto specializzato, nei confronti del quale il cittadino nutre fiducia rispetto ad altre persone fisiche. In questo caso, si parla di un reato proprio, nel senso che può essere commesso soltanto da un istituto di credito. Il punto centrale per capire se si tratta o meno di un reato, è la valutazione del tasso applicato dalla banca. Si deve tenere in considerazione, comunque che per determinare l’interesse usurario si devono conteggiare anche le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese, ad esclusione di imposte e tasse. Nell’usura bancaria, infatti, vale il principio dell’onnicomprensività dell’interesse, volto ad evitare l’aggiramento della norma imputando somme in qualità di spese varie invece che a capitale ed interessi, ex. art. 1, comma primo, L. 24/2001. Per capire se si tratta di usura bancaria è necessario analizzare l’interesse che viene applicato a un determinato prestito. Ma come valutare se il tasso è corretto? L’art. 2 delle legge n. 108 del 7 marzo 1996, ha affidato al Ministero dell’Economia e delle Finanze il compito di rilevare ogni tre mesi il tasso medio degli interessi praticati da banche e intermediari finanziari autorizzati. La Banca d’Italia pubblica trimestralmente una tabella con i vari tassi in merito alle diverse categorie di operazioni. Viene definito usurario l’interesse che supera di oltre il 50% i tassi medi praticati dagli altri operatori, così come rilevato dal Ministero. Come si è accennato, comunque, è usurario anche il tasso che pur non superando i suddetti limiti risulta essere sproporzionato rispetto alla prestazione di denaro, soprattutto se la vittima si trova in condizioni di difficoltà economica (c.d. usura in concreto o soggettiva). Dopo avere chiarito in quali casi si verifica il reato di usura bancaria, è utile fornire delle istruzioni per aiutare la vittima a difendersi. Innanzitutto la prima arma è senza dubbio l’adozione di alcune precauzioni. Come si è visto il tasso d’interesse viene reso pubblico trimestralmente dalla Banca d’Italia, perciò, prima di sottoscrivere un mutuo o un prestito è utile confrontare se quanto proposto dall’istituto di credito è il linea con tali cifre.
Va considerato, però, che nel conteggio si devono considerare anche altre voci quali le commissioni e altre spese, al di fuori delle imposte. Si tratta, comunque, di una materia a volte complessa per i non addetti ai lavori, quindi è consigliabile rivolgersi ad un avvocato o ad un consulente tecnico per analizzare che tutto sia corretto da un punto di vista legale. Se il contratto è già stato sottoscritto e solo in un secondo momento ci si accorge della presenza di usura bancaria si deve sporgere denuncia presso la Procura competente. Con la denuncia penale, oltre a permettere l’avvio delle indagini preliminari, è possibile ottenere anche un altro effetto, cioè la sospensione dell’esecuzione di provvedimenti per il rilascio di immobili, comprese le vendite e le assegnazioni forzate. L’esecuzione forzata, infatti, può essere bloccata solo in presenza di una indagine penale estorsive o di natura usuraria (ex art. 20 L. 44/99 e s. m.).
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