Tra i 45 destinatari dell’obbligo di dimora o di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria che pagavano per sottoporsi alla falsa vaccinazione, ci sarebbero anche alcuni molisani. L’ indagine coinvolge 45 persone provenienti da tutta Italia e per la maggior parte no vax, si legge sulle testate nazionali. Nel mirino della procura di Ancona sono finiti dunque persone per essersi rivolti a un infermiere marchigiano che in un hub vaccinale simulava la puntura allo scopo di far ottenere loro il green pass in modo illecito. Secondo la ricostruzione degli investigatori, che hanno arrestato il sanitario 51enne, c’era gente che arrivava tutta Italia e disposta a pagare 400 euro per simulare la vaccinazione all’interno del box dell’impianto sportivo Paolinelli di Ancona. A metterli in contatto con l’infermiere arrestato erano quattro soggetti ritenuti intermediari, tra cui un avvocato 53enne con studio sempre ad Ancona, che ora sono agli arresti domiciliari. Per i beneficiari del «trattamento», compresi i quattro bolognesi di cui uno residente in città e gli altri in provincia, invece è stato disposto l’obbligo di dimora.
Ingannati anche i medici Puglia, Abruzzo, Lombardia, Veneto e appunto Emilia Romagna le regioni di provenienza dei no vax a caccia del certificato verde senza puntura, a cui l’infermiere fingeva di fare la puntura. In realtà buttava via il siero e poi applicava il cerotto sul braccio, ingannando gli stessi medici responsabili del procedimento che infatti non risultano coinvolti nelle indagini e pare fossero all’oscuro di tutto. Gli indagati risponderanno a vario titolo di corruzione, falso ideologico e peculato, continuati e in concorso. L’operazione, chiamata “Euro green pass” ha visto anche 24 perquisizioni e il sequestro di circa 18mila euro, e potrebbe allargarsi ad altri episodi e ad altri soggetti.






























