di Giovanni Minicozzi
L’informazione marcatamente auto esaltante diffusa dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano circa l’ottimo andamento delle vaccinazioni ancora una volta si scontra con la realtà che mi viene segnalata giornalmente dai molisani.
In particolare al SS. Rosario di Venafro risulta un deficit organizzativo e una innaturale commistione tra il personale addetto alla medicina territoriale e quello ospedaliero che opera al Veneziale di Isernia.
I tamponi molecolari non si eseguono più in loco ma a Isernia, con tutti i disagi creati ai malcapitati, mentre le inoculazione dei vaccini avvengono in condizioni poco trasparenti. Sulla questione è intervenuto un paziente di Venafro che ha denunciato alcune presunte irregolarità .
Di seguito il messaggio che ho ricevuto:
“Buongiorno, volevo solo aggiornarla sulla tragica situazione che continuiamo a vivere a Venafro sopportando ripetute difficoltà.
Campagna vaccinale: Ad Isernia non esistono i percorsi di smistamento, degli utenti aventi diritto, sul piano dove è stato allocato l’ambulatorio vaccinale e intanto il presidio ospedaliero continua ad occuparsi della medicina territoriale…almeno così è a tutt’oggi.
A Venafro la gestione e organizzazione del l’ambulatorio vaccinale anti covid è stata affidata ad un operatore addetto alla portineria e area manutenzione.
Vaccini: Inizialmente i vaccini, a Venafro, erano conservati in farmacia e nel frigo specifico munito anche di sistema di allarme.
Attualmente invece vengono custoditi in un frigo riadattato e allocato in una semplice stanza adibita ad ambulatorio.
Intanto.si continua a vaccinare amici e parenti!!
Quando finiremo di soffrire??Grazie”.
Non va meglio con le vaccinazioni domiciliari per i disabili e per i loro familiari caregiver costretti a spostarsi dal basso Molise al centro vaccinale di Campobasso.
Una organizzazione incomprensibile che crea enormi difficoltà a coloro che assistono persone con disabilità.
A tal proposito è opportuno leggere qui di seguito la dramnatica e ironica nota diffusa sui social dalla signora Tina De Michele la quale assiste due figli con disabilità:
“Questa volta la Regione Molise è stata educata. Nel senso che mi ha concesso ben 48 ore e mezzo per organizzare il mio viaggio a Campobasso al punto vaccinale di Selvapiana per il richiamo ( ma quale vaccino non so, visto che il mio è stato ritirato).
Abito in una città che ha ben due punti vaccinali, ma NON basta . Per la Regione NON basta.
Dovrò andare a Campobasso e tornare a Termoli, così come tanti caregiver bassomolisani come me.
Noi familiari delle persone con disabilità avevamo denunciato la situazione già 12 settimane fa , ma chi di dovere se ne è infischiato. Ancora beffe, ancora silenzio su di noi dalle istituzioni.
Ed ora rieccoci, questa volta con l’emozione di dover provare persino il mix vaccinale.
Tanto ci uccidete a poco a poco tutti i giorni con la vostra indifferenza, che volete che sia”- ha concluso la signora.
È nostro dovere segnalare a chi di dovere le notizie ricevute nella speranza che la commissaria ad acta Flori Degrassi si svegli dal lungo letargo e spieghi ai cittadini cosa intende fare per ridurre i disagi ed eliminare la confusione creata dai vertici dell’azienda sanitaria regionale.






























