Tutti contro Aida Romagnuolo. La consigliera di Fratelli d’Italia sarebbe responsabile, a detta della maggioranza del governo regionale del Molise, di aver sollevato il problema di conoscere i nomi di esponenti della politica molisana che, in base a quanto riportato dai giornali e su indicazione del vice ministro Sileri che ha parlato di 14% di vaccini effettuati su chi non ne aveva diritto, sarebbero stati vaccinati contro il Covid.
Levata di spade da parte della maggioranza contro la Romagnuolo che è stata minacciata di querela da parte di diversi consiglieri regionali. Non si è ancora capito però quale sia l’ipotesi di reato derivante dal chiedere di sapere se le notizie sono vere e, in caso di risposta affermativa, di chi si tratta. La Romagnuolo sostiene di aver esercitato un suo diritto: fare chiarezza nella sede opportuna, cioè il Consiglio regionale, attraverso una dichiarazione indirizzata al governatore Toma che è anche commissario straordinario all’emergenza epidemiologica.
Inoltre la Romagnuolo avrebbe anche ristretto il campo di applicazione, parlando in aula di vaccinazione ai non aventi diritto effettuati al San Timoteo di Termoli. Toma ha giurato sul suo “onore” che lui non ha fatto il vaccino. Poi, durante la discussione della mozione presentata, ha lasciato l’aula. Le dichiarazioni del governatore sono apparse sulle tv locali in cui avrebbe affermato che farà luce nelle opportune sedi.
Del comportamento della Romagnuolo o di chi ha usufruito dei vaccini, non lo ha spiegato bene. Nel caso si riferisse alla consigliera che ha presentato l’atto in Consiglio, il presidente della Regione Molise dimentica forse che a fare luce dovrebbe essere lui e la sede opportuna è, per l’appunto, il Consiglio regionale. Ci ha pensato Micaela Fanelli a ricodarglielo, ma con scarso successo visto l’abbandono dell’aula da parte di Toma.
Su tutte le furie va anche Quintino Pallante che non ha risparmiato critiche alla collega di partito rea di aver divulgato questo episodio sui social e ripreso poi anche dalla stampa nazionale. Non poteva non spalleggiare la Romagnuolo la ex collega leghista, Filomena Calenda. L’isernina ha posto l’accento sulla voglia della consigliera di Giorgia Meloni di apparire sui giornali data la rilevanza nazionale dell’azione politica della Romagnuolo. Cosa che, si sa bene, infastidisce e non poco l’ego della Calenda.
L’intervento più accorato, però, è stato quello di Nicola Cavaliere. Plateale, a difesa della Istituzione ridicolizzata dalle affermazioni della Romagnuolo dice l’assessore all’Agricoltura.
Come se in questi anni la Giunta regionale e, spesso, la maggioranza consiliare, non avessero più e più volte ridicolizzato l’Istituzioni con atti e fatti che hanno indotto la maggior parte dei 73.229 elettori che hanno dato fiducia alla coalizione, a pentirsi del voto dato. Ma sui vaccini anticovid, forse, qualcosa che non va c’è. Perché finanche Vittorino Facciolla, segretario del Pd, ha sostenuto che un amministratore avrebbe iscritto la madre in una associazione di aventi diritto. Il giorno dopo è stata vaccinata.
“Credo di non aver messo in imbarazzo l’istituzione regionale chiedendo a chi di dovere, e cioè al presidente/commissario Toma di fornire notizie certe su questa storia.
Anzi. Portando il problema nella sede consiliare ho dato modo a tutti di potersi esprimere sull’argomento. Se poi qualcuno si è vaccinato senza averne diritto, sarebbe dovere di un rappresentante delle istituzioni dichiararlo pubblicamente. Non sono contro i miei colleghi, ma non ci sto a passare per colei che vuol fare una carneficina politica. Mi guardo intorno e vedo i molisani impauriti e senza fiducia nelle istituzioni, nella sanità, nel futuro” afferma Aida Romagnuolo.
Ora la domanda sorge spontanea: perché i consiglieri regionali si inalberano alla domanda: è vero che qualcuno di voi si è vaccinato? – e non si inalberano per la gestione sanitaria Covid che ha portato il Molise ad essere la prima regione in Italia per i morti? A conclusione della storia, avendo presentato anche il Pd una mozione sull’argomento, si è deciso di convogliare tutti i voti su un’unica mozione. Vedremo se Toma riuscirà a dare notizie certe e dettagliate sull’argomento ai molisani.






























