di T.A.
COMMERCIO, ARTIGIANATO ED ECONOMIA VENAFRANI A RILENTO.
Una città a rilento, sotto l’aspetto economico ed imprenditoriale, quella venafrana ? Purtroppo sembrerebbe proprio di si, visti i segnali nient’affatto incoraggianti. Addirittura in sostanziale arretramento rispetto al recente passato, ricordando i confortanti progressi del “tempo che fu”. Si sta scrivendo, si badi, del quarto centro del Molise per consistenza demografica, movimenti finanziari pregressi ect., ma purtroppo oggi si registrano più arretramenti sostanziali in campi diversi piuttosto che riscontri positivi. E’ esattamente questa l’esatta realtà delle cose. Da dove emerge tale sostanziale rallentamento dell’imprenditoria e in generale dell’economia venafrana ? Basterà riflettere su alcuni dati per avere l’esatto stato delle cose : su via Lucenteforte, piazza Vittorio Emanuele II, Corso Campano e viale Vittorio Emanuele III, ossia lungo strade e piazze del centro cittadino e dove sino a qualche anno addietro non si trovava un “buco” -leggi magazzino- per aprire un’attività commerciale, oggi su tali strade e piazze ci sono diverse decine di magazzini vuoti e sfitti. Molte saracinesche cioè sono state abbassate e chiuse definitivamente. Segno preciso delle attività che segnano il passo, che addirittura scompaiono, degli scambi che rallentano e del finanze cittadine in vistosa frenata. Diversa la situazione lungo via Colonia Giulia, via Campania e loro traverse, ossia nelle zone urbane a maggior transito veicolare interregionale. C’è movimento, gli scambi appaiono consistenti e le attività sono presenti. E’ il traffico interregionale su gomma che garantisce tale riscontro positivo ? E’ indubbio. Ovviamente sul tema del traffico nell’abitato ci sono consensi e dissensi, ma intanto l’economia si muove all’unisono con le attività. Del resto basterà riflettere sulla realtà di Vairano Scalo, casertano altissimo a confine col Molise dell’ovest. Lì hanno puntato senza mezzi termini sul traffico interregionale all’interno della città, senza pensare a deviazioni o superstrade, e i risultati in termini economico/imprenditoriali sono sotto gli occhi di tutti. Scambi consistenti, economia a gonfie vele, attività che nascono come funghi e gente del posto soddisfatta di tanto. Lo stesso artigianato va che è una meraviglia, vi si trova di tutto e tutti lavorano. Esattamente l’opposto di Venafro dove non si trova un artigiano nemmeno a pagarlo a peso d’oro ! Ossia coi commerci in crisi anche il settore artigianale ne risente. E in tanto rallentamento/arretramento venafrano viene fuori di conseguenza una città giorno dopo giorno sempre più immiserita di iniziative sociali. E’ scomparso tra l’altro -e la mancanza non è affatto da poco- anche lo storico “struscio” serale sul centrale Corso Campano, un tempo piacevole ed irrinunciabile luogo d’incontro per centinaia d’ambo i sessi di ogni età ed oggi ridotto ad un avvilente semideserto nelle serate infrasettimanali. Si saprà ripartire ? Certamente è quanto sperano e si augurano tanti, ma occorre rimboccarsi le maniche ed avviare le strategie giuste. Ma in fretta !































